BCE, prossimo meeting solo propedeutico l’incontro di dicembre?

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Avatar di Gianluigi Raimondi 27 Ottobre 2020 | 10:30

Il Consiglio direttivo della BCE si riunirà giovedì 29 ottobre. Gli analisti e gli strategist di Pimco non prevedono cambiamenti nella politica monetaria. Ma guardando al futuro, Konstantin Veit (Senior Portfolio Manager Euro Rates Desk di Pimco) ritiene che il Consiglio continuerà ad aumentare ed estendere il programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) anche a dicembre – dagli attuali 1,35 trilioni di miliardi di euro di acquisti fino alla fine di giugno 2021 – poiché le prospettive di inflazione non riescono a convergere sufficientemente verso la configurazione pre-pandemica. La Bce potrebbe poi utilizzare la prossima riunione per preparare il mercato a un ulteriore allentamento a dicembre.

Le politiche della BCE sostengono gli asset di rischio europei ma la situazione spread è migliorata, i rischi per le prospettive macroeconomiche sono al ribasso e un regime di forte dominio fiscale rimane elusivo.

PIMCO si attende che la BCE aumenti ed estenda il PEPP non appena si terrà la riunione di dicembre. Appaiono ragionevoli ulteriori 600 miliardi di euro di acquisti, portando il PEPP vicino a due trilioni di euro e al 17% del PIL dell’area euro e prolungando gli acquisti di sei mesi fino alla fine del 2021.

Il 2 ottobre la Banca centrale europea (BCE) ha pubblicato un rapporto sull’euro digitale. Adesso la BCE avvierà delle consultazioni pubbliche e prenderà una decisione sull’introduzione dell’euro digitale intorno alla metà del prossimo anno. Questo lo rende un potenziale spunto per le domande della conferenza stampa. La BCE sottolinea che l’Eurosistema continuerà a emettere contante e che un euro digitale si limiterà a integrare il contante, non a sostituirlo.

Considerando che il contante rimane molto popolare in molte giurisdizioni dell’area euro, l’introduzione di un euro digitale non offrirebbe alla BCE l’opportunità di abbassare ulteriormente il tasso sui depositi già negativo nel prossimo futuro. Se, a un certo punto dell’era digitale, ci fosse un consenso per l’abolizione del contante, la prospettiva di tassi di interesse negativi molto più profondi nell’area euro potrebbe risultare più evidente.  Benché la scomparsa del contante possa essere considerata una condizione necessaria per ottenere tassi profondamente negativi, non è affatto garantito che sia una condizione sufficiente, visti gli interrogativi sulla funzione di reazione del settore privato in un tale contesto.

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