Isae, aria di primavera

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di Redazione 25 Marzo 2010 | 11:00
Secondo quanto rilevato dall’istituto, la fiducia dei commercianti e degli operatori del settore edile si mostra in netto aumento. Resta stabile la fiducia delle imprese manifatturiere ma peggiora la percezione dei servizi di mercato.

C’è aria di primavera nei mercati italiani, secondo quanto rilevato dall’Isae.
A Marzo sale infatti la fiducia dei commercianti, che ha scalato l’indice da 105,2 a 108,7, mentre sono in lieve decumulo le giacenze di magazzino.
Si confermano peraltro incoraggianti i segnali dal lato dell’occupazione e nuovo ottimismo emerge dalle aspettative sul volume degli ordini, tuttavia il miglioramento della fiducia non è diffuso ad entrambe le tipologie di vendita: l’indicatore destagionalizzato cresce da 104,2 a 113,3 nella distribuzione ”moderna”, ma scende da 106,2 a 103,1 in quella tradizionale.

Va meglio anche nel settore delle costruzioni che, secondo l’inchiesta condotta dall’Isae su un panel di circa 500 imprese, sale da 81,1 a 82,1 sull’indice della fiducia, raggiungendo il valore più elevato da ottobre 2008. Il miglioramento dell’indicatore è dovuto essenzialmente al deciso recupero dei giudizi sui piani di costruzione, al quale si associa un lieve deterioramento delle prospettive sull’occupazione.
Sostanzialmente stabile a marzo invece l’indice di fiducia delle imprese manifatturiere. Secondo la rilevazione dell’Isae, l’indice relativo si attesta a 84,1 da 83,8 dello scorso mese. Sostanzialmente stabili sono tutte e tre le serie componenti l’indicatore, con il livello ordini che si conferma su livelli modesti, quello delle scorte stazionario al di sotto dei valori considerati normali e quello delle attese di produzione sui massimi dal maggio 2008.

Si registra un peggioramento della fiducia nel settore dei servizi di mercato che, al netto dei fattori stagionali, scende a -4 (da 4 di febbraio) in seguito al calo di tutte le sue componenti.
Alcune lievi differenze emergono dall’analisi per macrosettori: il clima scende a -7 (da 5) nei servizi alle famiglie e a -10 (da 1) in quelli finanziari; l’indice sale, per contro, a 6 (da 5) nei servizi alle imprese, grazie ad aspettative più favorevoli sugli ordini.

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