I mercati come gli “Americani” del film con Al Pacino?

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di Stefano Fossati 28 Ottobre 2020 | 13:00

A cura di Aqa Capital

Ricky Roma (Al Pacino): «La nostra vita è guardare avanti o guardare indietro, nient’altro. Questa è la nostra vita. Dov’è il presente? E cos’è che ci fa tanta paura? Perdere… Cos’altro?»

Citazione tratta da “Americani”, film del 1992 di James Foley. Titolo originale: Glengarry Glen Ross

Per Ricky Roma, il personaggio di “Americani” interpretato da Al Pacino, “la vita è guardare avanti o guardare indietro, nient’altro”. Ma se parliamo pensiamo alla prospettiva dei mercati, la vita è soprattutto guardare avanti, ai possibili scenari futuri. E il presente viene monitorato per capire quale sia la possibile evoluzione degli eventi. Attualmente, l’attenzione è rivolta all’accelerazione dei contagi da Covid-19: quali risvolti potrà avere nei prossimi mesi sull’economia? L’impatto dipenderà anche dall’azione dei governi, molti dei quali stanno approvando restrizioni via via più stringenti. I mercati sperano però che non saranno necessari dei lockdown ferrei come quelli varati durante la prima ondata.

Negli Stati Uniti, per rispondere all’impatto economico della pandemia, gli osservatori auspicano un rapido accordo sugli stimoli fiscali tra governo e opposizione. Tuttavia, le tempistiche sembrano allungarsi, soprattutto dopo il recente faccia a faccia sulla Cnn tra la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, e il capo dello staff della Casa Bianca, il repubblicano Mark Meadows. L’acceso dibattito tra i due porta a pensare che, probabilmente, l’intesa non arriverà prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre. Le divergenze riguardano anche l’ammontare previsto, con l’amministrazione che ha messo sul piatto 1.880 miliardi di dollari, contro la richiesta di 2.200 miliardi da parte dei Democratici.

Anche la Federal Reserve è intervenuta sull’argomento, invitando le parti a non perdere tempo e agire quanto prima. Lael Brainard, che fa parte del consiglio della banca centrale americana, ha “guardato avanti” e ha detto che la mancata approvazione degli stimoli fiscali sarà un grave danno per l’economia. In particolare, ha fatto sapere che “il ritiro prematuro del sostegno fiscale rischierebbe di radicare le dinamiche recessive, frenando l’occupazione e la spesa, aumentando le cicatrici dovute a periodi di disoccupazione prolungati, portando più aziende alla chiusura e, in ultima analisi, danneggiando la capacità produttiva. Con la probabile persistenza della disoccupazione e della riduzione dell’orario di lavoro, è improbabile che molte di queste famiglie siano in grado di sostenere i recenti livelli di consumo senza un sostegno fiscale aggiuntivo, nonché una prolungata tolleranza ai prestiti e alle moratorie sugli sfratti”.

Sempre guardando in avanti, è difficile che un investitore non si chieda chi vincerà le prossime presidenziali americane, anche perché i programmi di Donald Trump e Joe Biden sono totalmente opposti. Basti pensare al mercato energetico: il primo vuole favorire il settore petrolifero nazionale, mentre il secondo punta sulla transizione green. Ad oggi i sondaggi danno vincente Biden, ma è sempre meglio non dare nulla per scontato.

In Europa ci sono novità sul fronte macro dalla prima economia del Continente. Sono infatti stati pubblicati i dati dell’indice Ifo relativi alla Germania, che evidenzia la fiducia delle aziende circa le prospettive future (anche in questo caso si guarda avanti). Nel mese di ottobre è sceso a 92,7 punti, una cifra inferiore alle attese (93) e al precedente risultato (93,2). Tuttavia, è positivo l’indice di valutazione dell’attuale situazione tedesca, che ha registrato un aumento a 90,3 punti, contro i precedenti 89,2 e sopra le previsioni di 89,8.

Passando alla Bce, anche l’istituto guarda avanti pensando all’impatto della pandemia. Christine Lagarde, numero uno dell’Eurotower, recentemente ha detto che la crescita dei contagi rappresenta “un evidente rischio” per l’outlook economico, rafforzando l’aspettativa tra gli investitori di ulteriori iniziative di sostegno a mercati ed economia. I riflettori sono puntati su giovedì, quando si riunirà il board della Banca Centrale Europea, anche se le decisioni di peso potrebbero arrivare il mese prossimo.

Sul fronte Brexit i negoziati sembrano in salita e si avvicina il rischio di No Deal (la data limite è il 31 dicembre). Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha avvisato il governo Johnson: “Vogliamo arrivare a un accordo ma non a qualunque costo. La parità di condizioni è essenziale perché garantisce, ad esempio, parità di standard di produzione industriale con il Regno Unito. Senza parità di standard non c’è accesso al mercato Ue senza dazi o quote, perché questo metterebbe in pericolo i nostri posti di lavoro”.

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