Elezioni Usa, l’impatto settoriale secondo Aegon AM

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di Gianluigi Raimondi 29 Ottobre 2020 | 09:30

In vista delle ormai imminenti elezioni Usa, il team Global Credit Research e Frank Rybinski, Chief Macro Strategist di Aegon AM, ha analizzato l’impatto dei due più probabili risvolti sui vari settori dell’economia. Ecco nel dettaglio le loro conclusioni.

A nostro parere, gli scenari più probabili nelle imminenti elezioni presidenziali Usa sono fondamentalmente due: una svolta democratica o lo stabilirsi di un governo diviso.

Un’evoluzione democratica comporterebbe un notevole aumento della spesa pubblica, in parte finanziata da un aumento delle tasse (sia per le imprese che per i privati). A questo si aggiunge una Fed che si impegna a mantenere una politica monetaria accomodante e si ha la ricetta per una curva dei rendimenti più ripida e un dollaro più economico. Questo contesto sarebbe l’inverso di quanto visto nel regime di Reagan/Volcker dei primi anni ’80 (fiscalità accomodante/ politica monetaria stringente) che ha guidato la forza del dollaro. Inoltre, gli aumenti delle tasse promessi e l’aumento della regolamentazione porrebbero un vento contrario alla crescita aggregata degli utili per azione. A livello globale, il dollaro più debole, combinato con una posizione commerciale più diplomatica, sarebbe probabilmente un vento di coda positivo per le attività dei mercati emergenti.

Uno scenario con un governo diviso, invece, probabilmente significherebbe una scarsa attività legislativa a Washington. Ci si concentrerebbe quindi su quanto può fare unilateralmente il presidente: politica estera, commercio e regolamentazione. Mentre da un lato ci aspettiamo che la posizione sul commercio rimarrà quella attuale a prescindere dall’abitante della Casa Bianca, la differenza sarà soprattutto nel tono della retorica (belligerante o diplomatico). Sul fronte della regolamentazione, settori come energia, sanità, finanza e tecnologia saranno al centro dell’attenzione in un ufficio ovale democratico con un congresso scisso.

Le elezioni americani avranno un impatto fondamentale per alcuni settori

Settore Finanziario
Amministrazione Trump: impatto neutrale. Prevediamo il mantenimento dello status quo, sebbene con la possibilità di risvolti positivi in ambito fiscale e di regolamentazione.
Amministrazione Biden: impatto lievemente negativo. Ci aspettiamo un aumento delle aliquote e l’attuazione di nuove azioni di regolamentazione finanziaria. Ciò probabilmente ridurrebbe la redditività ma il tutto potrebbe essere in parte compensato da ulteriori stimoli e da tassi di interesse più elevati. C’è una bassa probabilità che arrivi una spinta alla disgregazione delle grandi banche; tuttavia, c’è il potenziale per un impatto significativo sul mercato dei prestiti studenteschi.

Comunicazioni
Trump: neutrale. Si prevede il mantenimento dello status quo.
Biden: lievemente negativo. Il Titolo II della Net Neutrality, che vieta ai provider di banda larga/wireless di addebitare tariffe per dare priorità al traffico internet, sarà l’obiettivo di Biden. Il regolamento potrebbe eliminare le future opportunità di guadagno, ma poco o nessun introito attuale è a rischio se venisse riproposta la Net Neutrality. Prevediamo che questo settore continui a beneficeranno del crescente utilizzo dei dati sia da parte dei consumatori che delle imprese, in particolare in un ambiente di lavoro da remoto.

Edilizia
Entrambe le amministrazioni supportano un piano infrastrutturale che sarebbe positivo per le industrie di materiali e macchinari da costruzione.
Trump: lievemente positivo. Si prevede un abbassamento delle aliquote fiscali complessive e il mantenimento dell’accessibilità economica, a tutto vantaggio dei settori dell’edilizia.
Biden: neutrale. Un potenziale credito d’imposta per chi compra casa per la prima volta sarebbe positivo per la domanda. Tuttavia, per le fasce di reddito più elevate, il potenziale minor reddito disponibile derivante da aliquote d’imposta più elevate potrebbe avere un impatto sull’immobiliare, sulle riparazioni e sulle spese di ristrutturazione. Inoltre, un commercio più aperto avrebbe un impatto misto sul settore con potenziali maggiori pressioni concorrenziali in alcuni materiali da costruzione.

Energia
Trump: neutrale. Crediamo che il contesto rimarrebbe accomodante per l’industria, che potrebbe però essere incoraggiata ad aumentare la produzione e il prezzo delle materie prime al limite del margine.
Biden: lievemente negativo. Biden spingerebbe verso la transizione energetica e supporterebbe iniziative per ridurre le emissioni di carbonio, imponendo regole più rigide su estrazioni, emissioni di metano e smaltimento delle acque reflue. Vi sarebbe inoltre un maggiore controllo normativo sullo sviluppo e l’approvazione delle pipeline, parzialmente mitigato da esigenze future più limitate di infrastrutture. Le restrizioni di trivellazione sui terreni federali avrebbero un impatto più diretto sulle società upstream con un’elevata esposizione, con effetti su alcune società midstream e sui fornitori di servizi petroliferi già in difficoltà.

Healthcare
L’impatto fondamentale sui prodotti farmaceutici di marca sarebbe lievemente negativo in un secondo mandato Trump e negativo in una presidenza Biden. Trump ha già mostrato interesse per la riduzione dei costi dei farmaci soggetti a prescrizione medica attraverso ordini esecutivi. L’ex Vice Presidente invece sostiene una legislazione più ampia sui farmaci, tra cui la limitazione degli aumenti di prezzo su tutti i farmaci venduti a prezzi “abusivi” comparati al tasso di inflazione generale.
Trump: neutrale. Preservare lo status quo nel settore sanitario statunitense presuppone il mantenimento dell’Affordable Care Act in seguito alla causa California contro Texas, che sarà discussa davanti alla Corte Suprema il 10 novembre 2020. La nostra opinione è che il mantenimento sia l’esito più probabile, ma se l’ACA viene invalidato, potrebbero verificarsi significative perturbazioni in tutto il settore, in particolare nei confronti dei fornitori di assistenza sanitaria.
Biden: neutrale. Ci aspettiamo una legislazione che crei una nuova opzione pubblica, rafforzando l’ACA, e riducendo l’età di accesso al Medicare da 65 a 60 anni. Gli obiettivi della politica di Biden sono mirati a migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria per i non assicurati o i sottoassicurati; se raggiunti, queste politiche avrebbero un effetto positivo sulle strutture e i servizi, nonché sulle attrezzature e le forniture sanitarie.

Assicurazioni
Trump: neutrale. Nonostante la promessa di un’alternativa più economica ed efficiente dell’ACA, non è stato presentato ancora alcun piano. Inoltre, i suoi ordini esecutivi per preservare parti dell’ACA (ad esempio, proteggere quelle con condizioni preesistenti) sono in contrasto con il suo obiettivo dichiarato di sostituirlo. Fino a quando non emergeranno tali dettagli, riteniamo che lo status quo continuerà probabilmente a sussistere.
Biden: lievemente negativo. La proposta di Biden di creare un’opzione di assistenza sanitaria pubblica ha il potenziale di essere la più perturbante per il settore, in quanto qualsiasi individuo su un piano privato (attraverso l’ACA o un datore di lavoro) avrebbe la possibilità di passare a un piano pubblico a basso costo. L’impatto dipenderà dall’attrattiva del piano sanitario per i potenziali fruitori, ma le informazioni sono attualmente limitate. Sulla base di quanto riportato sul sito web di Biden e del suo commento durante il primo dibattito presidenziale, riteniamo che un’opzione pubblica servirebbe più come integrazione che come sostituzione dei piani sanitari esistenti e si rivolgerebbe principalmente a persone non assicurate. Inoltre, vorremmo far notare che un’opzione pubblica ha storicamente avuto difficoltà a passare anche con un congresso a maggioranza blu.

Tecnologia
Bipartisan: molti politici hanno espresso preoccupazione per la scala e l’influenza di molte big tech e questo potrebbe portare allo smembramento di alcune società o alla limitazione delle attività di M&A. Crediamo che entrambi i partiti manterranno il loro impegno nel riportare parte della manifattura tecnologica in suolo domestico per ragioni di sicurezza nazionale.
Trump: neutral. Prevediamo il mantenimento di una posizione dura verso la Cina che potrebbe mettere a dura prova l’approvvigionamento e accelerare la ridomiciliazione delle catene di approvvigionamento. Inoltre, ci aspettiamo un aumento degli investimenti nelle reti ad alta velocità statunitensi (banda larga/wireless).
Biden: lievemente negativo. Crediamo ci sarà un aumento della regolamentazione su privacy, anti-trust e fiscalità. In base a quanto emerso in campagna elettorale, vi è un impegno significativo nel finanziare spese infrastrutturali anche in ambito tech. L’impatto negativo è legato fondamentalmente all’aumento della tassazione.

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