Obbligazioni, il sostegno incondizionato delle banche centrali

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di Stefano Fossati 28 Ottobre 2020 | 19:00

I mercati continuano a essere focalizzati su ulteriori misure di stimolo negli Stati Uniti e sui progressi relativi alla disponibilità di un vaccino anti-Covid. Questi due potenziali catalizzatori della propensione al rischio segnano la fine della fase rialzista dei mercati obbligazionari? Di seguito la visione del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management.

Implicazione per gli investitori obbligazionari

La tesi a favore di un orientamento decisamente rialzista o ribassista sui titoli di Stato core deve fare i conti con dinamiche conflittuali: la possibilità che la spesa pubblica aumenti negli Stati Uniti rispetto al resto del mondo e i progressi sul fronte di un vaccino anti-Covid rispetto a una maggiore diffusione dei contagi. Sui tassi, invece, è opportuno adottare un approccio più articolato.

Ad esempio, la probabilità di un ulteriore allentamento monetario da parte di alcune banche centrali lascia intravedere opportunità nel segmento a breve termine di quei mercati. Il segmento a lungo termine della curva statunitense potrebbe subire ulteriori pressioni con l’evolversi del dibattito sulle misure di stimolo fiscale (in base all’esito delle elezioni americane). Tuttavia, altre regioni, come ad esempio i Paesi periferici europei, offrono interessanti opportunità di carry e dovrebbero trarre beneficio dal sostegno fornito sia dalla Banca Centrale Europea che dal recovery fund dell’Ue.

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