Cina, la “strategia della doppia circolazione” per rilanciare la crescita

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di Stefano Fossati 2 Novembre 2020 | 19:00

“Alla fine della scorsa settimana, la Cina ha approvato il suo nuovo piano quinquennale (2021-2025). Il tema centrale è la cosiddetta ‘strategia di doppia circolazione‘: in poche parole, il concetto promuove un ruolo più forte della domanda interna nel guidare la crescita e, allo stesso tempo, non chiude la porta agli scambi internazionali ma intende attrarre investimenti e tecnologia dall’estero aprendo ulteriormente i mercati finanziari e l’accesso al mondo delle imprese”. Lo spiegano gli analisti del Macro & Market Research di Generali Investments.

Gli esperti sottolineano come lo sviluppo della Cina sia stato a lungo guidato dalle esportazioni e dagli investimenti, sfruttando il vantaggio comparativo in termini di manodopera a basso costo. Dopo la Grande Crisi Finanziaria, gli investimenti sono stati finanziati da un debito in aumento insostenibile. Inoltre, l’invecchiamento della società cinese, l’aumento del protezionismo, lo scontro tecnologico con gli Stati Uniti e la crisi del Covid-19 hanno reso necessario definire nuove basi per la crescita della Cina.

La composizione del Pil della Cina

La “circolazione” all’interno del Paese sarà ora al centro dello sviluppo, il che implica la riduzione del tasso di risparmio ancora elevato e l’accelerazione della crescita della produttività. A tal fine la Cina promuoverà ulteriormente il processo di urbanizzazione e rafforzerà la rete di sicurezza sociale. La crescita della produttività richiede un’intensificazione del recupero tecnologico e un continuo trend di “apprendimento dall’estero”, attraendo investimenti esteri. Nell’insieme, secondo gli analisti, il piano rappresenta il passo successivo nella realizzazione degli obiettivi di “Cina 2025”.

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