Morningstar alza il fair value di Tesla

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Avatar di Francesco Lavecchia 3 Novembre 2020 | 17:30

A cura di Morningstar

Vantaggio competitivo e migliori prospettive di crescita di fatturato e utili. Sono queste le ragioni che hanno convinto gli analisti di Morningstar ad alzare il fair value di Tesla da 195 a 319 dollari. Le azioni del gruppo automobilistico americano continuano ad essere scambiate ancora a prezzi molto elevati (solo da inizio anno hanno guadagnato oltre il 400% in dollari) e sono valutate con un rating pari a due stelle (report aggiornato al 21 ottobre 2020).

Più ottimismo sul futuro di Tesla

“Abbiamo alzato l’Economic moat rating da Assente a Medio in ragione del miglioramento delle previsioni relative alla redditività futura del gruppo. La principale fonte di vantaggio competitivo di Tesla è la forza del suo marchio, ormai diventato sinonimo di innovazione, e crediamo che questo asset non rischi di deprezzarsi in futuro a causa della maggior concorrenza nel segmento delle auto elettriche”, dice David Whiston, analista azionario di Morningstar. “Tesla continuerà ad innovare per stare al passo dei competitor del settore auto e i miglioramenti nelle prestazioni della Model S e l’abbattimento dei costi delle batterie ci suggeriscono che la casa automobilistica americana manterrà un vantaggio tecnologico e di costo difficilmente colmabile dai competitor nel breve periodo”.

A rafforzare le convinzioni degli analisti ci sono anche i dati del terzo trimestre, in cui Tesla ha registrato un utile per azione superiore alle attese del mercato e pari a due volte quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno, e le migliori previsioni sui volumi di vendita da qui al 2029. “Abbiamo alzato le stime sulle auto consegnate per il 2021 da 800mila a 950mila, anche in ragione dell’apertura dei nuovi stabilimenti a Berlino, in Texas e a Shanghai, e ora ipotizziamo per il 2029 la vendita di quasi 23 milioni di veicoli (+37% rispetto alle nostre precedenti stime). L’incremento della capacità produttiva potrebbe danneggiare i margini di profitto, dato che gli impianti devono essere utilizzati a pieno regime per essere efficienti, ma siamo fiduciosi che la domanda per i modelli Tesla (+43,6% rispetto al terzo trimestre del 2019) non si raffreddi nei prossimi anni”, conclude Whiston.

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