Elezioni Usa, possibili impennate di volatilità man mano che la conta dei voti continua

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Avatar di Stefano Fossati 4 Novembre 2020 | 14:30

Sono molti i fattori che hanno contribuito a rallentare lo spoglio dei voti in queste elezioni generali negli Stati Uniti. In particolare, a causa della pandemia da coronavirus la proporzione delle votazioni postali è lievitata dal 21% totale nel 2016 a circa il 39% quest’anno, pari a circa 80 milioni di preferenze. E i voti postali solitamente richiedono più tempo per via delle procedure di verifica delle firme. Lo spiegano gli esperti di T. Rowe Price.

Dato che ogni Stato determina le proprie leggi elettorali, la scadenza per la presentazione dei voti e le date di convocazione ai seggi variano molto e molti Stati non hanno iniziato a contare prima della chiusura dell’Election Day. Di conseguenza, i risultati potrebbero non essere dichiarati per giorni, se non settimane. Inoltre, l’esito dovrà essere accettato da entrambi i partiti. Katie Deal, Washington analyst della divisione Equity di T. Rowe Price, afferma che “dato che i risultati in alcuni Stati potrebbero essere determinati da un margine minimo di voti, dovremmo aspettarci che entrambi i partiti perseguano qualsiasi meccanismo procedurale, politico e legale possibile per assicurarsi che ogni singolo voto per il proprio candidato venga conteggiato”.

Quali le prospettive di fronte all’incertezza?

Nel corso di questo ciclo elettorale, i team di ricerca e investimento di T. Rowe Price hanno monitorato la campagna e le politiche dei due candidati e si sono preparati all’eventualità di ritardi elettorali. Nel caso di un periodo prolungato di incertezza sul risultato, dovremo aspettarci una certa volatilità di mercato. A livello storico non riscontriamo analogie rispetto a questo ciclo elettorale, ma le elezioni contestate possono certamente creare volatilità. Nel voto contestato del 2000, l’S&P 500 scese del 5,6% nei quattro giorni successivi all’Election Day (il 7 novembre). L’indice oscillò tra guadagni e perdite per diverse settimane, registrando un calo del 5% dal giorno del voto al 13 dicembre, quando il vicepresidente Al Gore ammise la sconfitta.

“Sebbene la volatilità di breve termine possa porre delle sfide per gli investitori, il nostro processo di investimento si basa su posizionamenti volti a determinare il successo nel lungo periodo, con attenzione alla gestione del rischio. Siamo anche focalizzati sulle opportunità di lungo termine generate dalla volatilità di breve, e ci affidiamo a un approccio strategico agli investimenti, in grado di guidarci in periodi di turbolenza”, sottolineano gli analisti di T. Rowe Price.

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