Hedge, le nuove regole Ue

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di Fabio Coco 30 Marzo 2010 | 08:15
Il commissario europeo Barnier, intervistato dal Sole24Ore, spiega la necessità di approvare regole serie e intelligenti, prima che sia troppo tardi.

Dopo l’accordo sulla Grecia, l’Ue ora non ha altri ostacoli frapposti che la esonerino dall’affrontare l’emergenza finanziaria, ciò che più interessa a Michel Barnier, commissario Ue al Mercato unico e ai Servizi finanziari, che lancia il suo allarme ai governi europei e del G20:
“La crisi finanziaria non è finita. Le decisioni del G-20 di Londra e Pittsburgh vanno attuate in fretta perché i mercati hanno tempi di reazione rapidi, diversi da quelli di politica e iter legislativi”, ha affermato.

“In Europa c’è ancora tutto da fare”, sollecita Barnier, “Finora abbiamo approvato solo il testo sulle agenzie di rating . Bisogna passare dalle intenzioni ai fatti per evitare di trovarci alle prese con una nuova crisi senza aver imparato la lezione da quella che ci ha colpito”.
In realtà, scampato il pericolo, la voglia di regole serie è in ritirata ovunque, e le lobby tornano all’attacco per difendere le proprie posizioni, recuperando terreno nei confronti di governi sempre più distratti. Ma Barnier incalza: “Senza una regolamentazione intelligente la prossima crisi sarà devastante perché porterà dappertutto nazionalismi e protezionismi. Le prime vittime saranno l’Europa e il suo mercato unico. Senza la massa critica di mercato unico, che è il minimo nell’economia globale, l’intera economia europea si auto-condannerà a lavorare in subappalto per cinesi e americani. Per questo l’Europa non è un’opzione ma una necessità”, afferma Barnier, sottolineando come gli Hedge Funds e private equity siano il primo test da superare.
Il commissario Ue si augura di chiudere l’accordo all’Ecofin di giugno per poi passare la palla all’Europarlamento.

A maggio Barnier sarà a Washington per parlare col segretario al Tesoro usa Tim Geithner, che gli ha scritto una lettera in cui intendeva frenare le tendenze protezionistiche europee in materia di fondi hedge.
“La lettera non mi ha impressionato”, commenta il commissario, “sono pronto a discutere di convergenza regolamentare e di reciprocità. Capisco le preoccupazioni Usa”, aggiunge Barnier, “Vareremo regole severe non per gli Stati Uniti ma per i paradisi fiscali non cooperativi come è auspicabile del resto dal G-20”.

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