Mercati europei veri testimoni della recessione

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di Stefano Fossati 9 Novembre 2020 | 15:30

“Nella settimana delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, malgrado l’incertezza sul risultato elettorale, i principali indici azionari hanno accelerato, registrando performance al di sopra delle aspettative. Tuttavia, come possiamo osservare nella tabella sottostante, neanche quest’ultima successione di rialzi è stata sufficiente per il recupero di alcuni indici azionari“. E’ quanto sottolinea Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki. Di seguito la sua analisi.

Da diversi mesi Usa e Cina già hanno recuperato le forti perdite di marzo e sono riusciti a resistere anche alle correzioni di settembre e di ottobre: da un lato i listini americani sono stati trainati dalla forza dei player tecnologici, invece dall’altro il colosso asiatico ha potuto beneficiare dell’efficace gestione della situazione epidemiologica. Ma l’area su cui vogliamo porre un focus è quella europea: nonostante le stime del Fondo Monetario Internazionale di ottobre siano state riviste al rialzo rispetto a quelle di Giugno (nel caso dell’Eurozona dell’1,9%, con un calo del Pil atteso per il 2020 dell’8,3% anziché del 10,2%), gli indici devono fare ancora molta strada per tornare ai livelli di inizio anno.

Infatti, la recrudescenza dell’epidemia ha dato un’ulteriore stangata ai settori più colpiti dalla pandemia e ora i mercati si attendono un periodo ancora più lungo per poter recuperare le perdite di Pil. Inoltre, un altro aspetto su cui si vuole porre l’attenzione riguarda la dispersione, che non è solo di natura settoriale (alcuni settori, come le compagnie aeree stanno soffrendo maggiormente, altri, come la sanità, sono stati meno impattati dalla crisi) ma anche geografica. Ad esempio, il Dax (indice rappresentativo della Germania), che a marzo perdeva il 28% circa, ora perde “solo” circa 5 punti percentuali. Al contrario, si veda l’Ibex 35 (indice rappresentativo della Spagna): alla data di valorizzazione più recente registra ancora la stessa perdita di marzo: circa 28%. Questo perché le conseguenze del virus sono diverse per le economie dei singoli Paesi e infatti si noti come il Pil della Germania, secondo le stime del Fmi, quest’anno possa scendere del 6%, ma quello della Spagna anche più del doppio, ovvero 12,8% circa.

Ma tale dispersione, si osservi, quest’anno ha fornito delle interessanti opportunità in tema di strategie azionarie. Infatti alcune di esse non solo hanno saputo contenere il drawdown di marzo, ma sono state in grado di ritornare in attivo in tempi rapidi, riuscendo addirittura a registrare, ad oggi, performance positive a doppia cifra. Ma cosa si intende, nella pratica, per dispersione? Significa che alcuni titoli stanno avendo dei risultati molto positivi, ma altri particolarmente negativi, ed i gestori che sono stati in grado di prendere posizioni lunghe su quelli vincenti e posizioni corte su quelli perdenti, hanno dimostrato che sul comparto azionario è possibile ricavare alpha anche investendo in Europa.

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