Borse in rally ma in fase di rotazione settoriale

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di Gianluigi Raimondi 10 Novembre 2020 | 10:30

L’azionario ha accelerato violenetemente al rialzo, aggiungendo, in particolare in Europa, un progresso spettacolare alla già sensazionale performance della scorsa settimana. Sotto la superficie, però, la rotazione settoriale è selvaggia. I titoli ciclici e value sono letteralmente esplosi. Le banche mostrano progressi a doppia cifra. I servizi trasporti e leisure guadagnano decine di punti percentuali. I difensivi arrancano, mentre gli “stay at home business” cedono, e in alcuni casi (videoconferencing, diagnostica in remoto, alcuni social, home entertainment etc) correggono pesantemente. E’ per questo che l’Europa, piena di banche e di ciclici tradizionali, ha sovraperformato gli USA.

I tassi salgono poi significativamente, andando a prezzare una maggior reflazione e una minore repressione finanziaria da parte delle banche centrali. Salgono le aspettative di inflazione, e, in Usa, anche i tassi reali, a prezzare più crescita, con l’idea che l’avvento del vaccino eviti del tutto l’impatto della seconda ondata, visto che al momento i lockdown sono predominanti in Europa.

Il Dollaro segue questa logica. Meno Covid e più crescita, ergo una Fed meno dovish. Il biglietto verde recupera contro i principali cross (Yen e CHF in testa), ma cede vs emergenti e divise commodity e oil driven.

Tra le commodity esplode il petrolio, a prezzare maggior domanda, mentre crollano i preziosi, a scontare meno QE, meno stimolo monetario in generale.

Certo è che, nel breve, le performance sono stratosferiche. L’Eurostoxx arriva alla resistenza avendo recuperato il 15% in 6 sedute, al ritmo del 2.5% al giorno. Nel medesimo tempo l’S&P 500 ha recuperato un 10%, ma segna i massimi storici. Il Vix ha ceduto quasi il 40%. Movimenti così violenti sono soliti causare un crollo delle posizioni corte. In questo caso il processo è accelerato dalle ricoperture frenetiche sui settori penalizzati dal Coronavirus. Il mercato è stato totalmente spiazzato dal tramonto della “blue Wave” che ha costretto gli investitori a mollare i titoli ciclici e value per tornare sul tech, e a ricomprarsi i bonds. In questo senso, l’impatto delle news odierne costituisce un totale shock.

Il risultato di questa price action selvaggia può essere un positioning opposto a quello osservato 7/8 giorni fa, che ha prodotto il rally. Difficile pensare che gli hedge contro una volatilità post elezioni siano ancora in piedi dopo questo trattamento.

Ragion per cui, pur restando positivo a medio termine, per i soliti argomenti, ovvero stimolo fiscale e monetario, a cui si aggiunge ora la luce in fondo al tunnel sul virus, non ritengo affatto attraente inseguire questi livelli. Anche perchè il traguardo della distribuzione di vaccini in ampie dosi è ancora lontano, come osservano anche l’attuale segretario alla salute USA e il Presidente eletto.

E, passata l’euforia, e ammesso che la nuova schedule venga rispettata, c’è la piccola questione dell’accettazione del vaccino da parte della popolazione.
Che Governi e Banche Centrali possano rimuovere lo stimolo anticipatamente a causa del vaccino, invece, mi preoccupa abbastanza poco.

A cura di Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr

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