Svizzera, risparmio a livelli record con la pandemia

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di Stefano Fossati 13 Novembre 2020 | 13:30

In tempi di crisi anche gli svizzeri, come gli americani, si riscoprono risparmiatori, in un momento in cui c’è meno propensione a spendere denaro oppure anche, più semplicemente, ci sono meno occasioni per farlo. Secondo il centro di ricerca congiunturale del politecnico di Zurigo (Kof), riportato dal sito della Rsi, quest’anno i consumi dovrebbero scendere del 4% circa e il denaro non speso viene messo da parte. “Calcoliamo che quest’anno gli svizzeri metteranno da parte circa il 19% in media del loro reddito disponibile, a cui si aggiungono i risparmi per la previdenza. Si tratta di una quota molto alta”, commentano gli autori dello studio.

Si tratta del tasso di risparmio in Svizzera più alto almeno dal 1995. Negli ultimi anni era attorno al 14%. “Il motivo principale è che si tratta di risparmi in realtà non voluti, perché c’è stata meno possibilità di spendere denaro, soprattutto in primavera, ma ancora di nuovo adesso”.

Meno possibilità di viaggiare, voli annullati, meno visite ai ristoranti, teatri, concerti, negozi chiusi, e così via. E poi ci sono le spese che vengono rinviate. “C’è una certa cautela, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di beni duraturi, come un’ automobile. C’è prudenza, è chiaro, se si è in lavoro ridotto o se non si sa se la propria ditta avrà problemi o se ci saranno licenziamenti”.

Il denaro risparmiato viene semplicemente depositato in banca, in attesa di tempi migliori. “Si mette il denaro da parte, anche se non dà interessi, finché si sarà sicuri che quei soldi non saranno più necessari per spese impreviste durante la crisi. Ma quando la pandemia sarà sotto controllo o verrà superata, si spenderà di nuovo di più”.

Il Kof prevede comunque che nei prossimi anni il tasso di risparmio tornerà a scendere ai livelli degli anni passati e anche di più. Nella speranza che la crisi non duri a lungo, perché, viene detto, un tasso di risparmio troppo alto normalmente non è una buona cosa per l’economia, se si consuma meno di quanto viene prodotto.

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