Le banche centrali confermano i persistenti rischi economici: il vaccino non basterà

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Avatar di Stefano Fossati 13 Novembre 2020 | 16:30

A cura di Wings Partners Sim

Tre dei principali banchieri centrali del mondo, durante la giornata di ieri, hanno avvertito che la prospettiva di un vaccino contro il Covid-19, annunciata lunedì da Pfizer e BioNtech, non è sufficiente per porre fine alle sfide economiche imposte dalla diffusione della pandemia. Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha infatti dichiarato, durante una conferenza ospitata dalla Bce, che nonostante l’economia segnali qualche reazione dalla crisi, la diffusione dei nuovi contagi negli Stati Uniti potrebbe riportare le pressioni economiche verificatesi durante i primi mesi dell’anno.

Della stessa idea, sia il presidente della Banca d’Inghilterra che quella della Banca Centrale Europea, rispettivamente Andrew Bailey e Christine Lagarde, hanno sottolineato i recenti rischi imposti dalle nuove restrizioni socioeconomiche, a discapito degli avanzamenti nello sviluppo di un vaccino. Bailey ha infatti definito i recenti aggiornamenti pubblicati da Pfizer come “notizie incoraggianti”, ma allo stato attuale dei sistemi sanitari mondiali, l’incertezza della seconda ondata dei contagi necessita tutti i mezzi disponibili per essere affrontata, nell’attesa di arrivare all’effettiva distribuzione del vaccino. Queste parole di allarme dei principali responsabili economici di tre grandi potenze mondiali arrivano proprio mentre gran parte degli Stati Uniti e dell’Europa si trovano coinvolti in un’ondata di focolai, che ha riportato il livello dei ricoveri a numeri record. Proprio alla luce dei dati rivelati dai responsabili sanitari, sia la Fed che la Bce, durante la riunione di dicembre, potrebbero incrementare il loro programma di acquisto di obbligazioni, mentre la BoE lo ha già attuato.

Nel frattempo, la Cina si è congratulata con Joe Biden e Kamala Harris per aver vinto le elezioni presidenziali statunitensi, ponendo fine alle discussioni su quando Pechino avrebbe formalmente riconosciuto la vittoria del partito democratico negli Stati Uniti. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha infatti annunciato che la Cina ha seguito le reazioni di queste elezioni presidenziali e che rispetta la scelta del popolo americano. La potenza asiatica era rimasta una dei pochi paesi che fino a oggi aveva negato il commento relativo alla vittoria di Biden, poiché Trump ha contestato i risultati e minacciato di portare i processi sull’illegalità del conteggio di alcuni voti fino alla Corte Suprema. La reazione della Cina all’elezione di Biden è rimasta comunque molto contenuta, con il presidente Xi Jinping che non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche, mentre il Ministero degli Esteri, in tema di rapporti commerciali, ha solamente dichiarato la speranza che la nuova amministrazione lavorerà nella stessa direzione di quella cinese.

Nel Regno Unito, il capo consigliere di Boris Johnson, nonché artefice della campagna “Vote Leave” del 2016, lascerà il suo incarico entro la fine dell’anno, privando il premier britannico del suo più importante stratega, che ha esercitato un’enorme influenza su tutti gli aspetti della politica del governo. Dominic Cummings sarà così il secondo responsabile a interrompere la collaborazione con l’attuale governo, dopo l’aumento delle tensioni interne, provocate dal modo in cui opera la cerchia ristretta del Primo Ministro sul tema della Brexit e della riforma economica legata alla pandemia.

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