Mercati, ritorno alla normalità?

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Avatar di Stefano Fossati 13 Novembre 2020 | 18:30

“La scorsa settimana una notizia in particolare ha certamente attirato l’attenzione: presto potremmo avere un vaccino efficace contro la Covid-19 pronto a ricevere l’approvazione ufficiale delle autorità. I mercati azionari a livello globale hanno reagito positivamente alla prospettiva di un possibile ritorno alla normalità. L’ottimismo ha premiato in particolare i titoli che avevano sinora sottoperformato. Negli Stati Uniti hanno brillato finanza, energia e industria. Lo European Stoxx 600 ha registrato un andamento analogo, i rendimenti dei titoli a lunga scadenza sono saliti e le curve hanno evidenziato un irripidimento sia negli Usa che in Europa. Questi segnali sono indice delle attese di un prossimo ritorno dell’economia alla normalità. Un altro segnale positivo è la diminuzione del rischio politico negli Stati Uniti. Ora che la vittoria di Joe Biden è quasi certa, i mercati possono prepararsi al programma del nuovo presidente, che tuttavia dovrà fare i conti con un Congresso diviso. Probabilmente vedremo meno rischi sul fronte politico (‘risk off’) e una maggiore propensione al rischio sui mercati (‘risk on’). Dopo i grandi eventi della scorsa settimana, ci aspettano sette giorni più tranquilli, ma non è detto che ci annoieremo”. E’ il commento alla settimana dei mercati di Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors. Di seguito la sua analisi sulle prospettive per la prossima settimana.

La settimana prossima

La prossima settimana saranno pubblicati diversi importanti indicatori economici. Lunedì conosceremo i dati sulla produzione industriale in Cina. Negli Stati Uniti saranno resi noti l’indice Empire State (lunedì), le statistiche sulla produzione industriale (martedì), il numero dei nuovi cantieri (mercoledì) e l’indice degli indicatori anticipatori (giovedì). In Giappone si attendono i dati preliminari sul Pil del terzo trimestre (lunedì). Mercoledì usciranno i dati sulle nuove immatricolazioni di auto nell’Unione Europea e venerdì quelli sulla fiducia dei consumatori nell’area euro. Nel Regno Unito le statistiche più attese riguardano l’indice della fiducia dei consumatori GfK e le vendite al dettaglio (entrambi venerdì). Nel complesso, i dati confermeranno probabilmente il rallentamento della ripresa dopo il crollo di inizio anno. Fa eccezione la Cina, che dopo la pandemia sta recuperando terreno molto più velocemente di qualsiasi altro Paese.

La politica Usa resterà sotto i riflettori. Passate le elezioni, si prospettano settimane di relativa calma sino all’insediamento del nuovo Presidente, ma i nostri colleghi statunitensi ritengono che in questo periodo Repubblicani e Democratici possano trovare un accordo su un nuovo pacchetto fiscale. Date le pesanti ripercussioni della pandemia, occorrono nuovi interventi per sostenere famiglie e imprese. Le misure a favore del mercato del lavoro si esauriranno entro fine anno e ulteriori aiuti sosterrebbero i consumi. C’è inoltre attesa per il programma politico del Presidente eletto. Biden intende investire nel rinnovo delle infrastrutture (un obiettivo condiviso dai Repubblicani) e in campagna elettorale ha promesso di destinare 2.000 miliardi di dollari alle energie rinnovabili, una proposta che potrebbe trovare qualche resistenza nel Congresso. Biden vuole inoltre reinserire gli Stati Uniti tra i firmatari dell’Accordo sul clima di Parigi il prima possibile, un passo per cui non gli servirà l’approvazione del Congresso.

Quanto alle banche centrali c’è ancora attesa sulle prossime mosse. L’economia non si è ancora ripresa del tutto e la strada verso la normalità sarà lunga e in salita, soprattutto perché il primo lotto di vaccini sarà destinato agli operatori sanitari. Tuttavia, ci si chiede come e quando le autorità monetarie affronteranno la questione dell’abbondante liquidità presente nel sistema. Dalla riunione della Banca Centrale Europea di giovedì non si attendono novità in questo senso, ma sarà interessante vedere se e in che misura il comunicato citerà le novità sul vaccino e le sue possibili implicazioni economiche. Anche la politica monetaria deve tornare alla normalità (si veda il nostro Grafico della settimana). Ma ci vorrà del tempo. Nel frattempo gli investitori continueranno la ricerca di rendimento. In tale contesto potrebbe valere la pena allargare gli orizzonti prendendo in considerazione i settori sinora trascurati. Se la situazione tornerà nella norma, il divario di performance tra i vari settori probabilmente diminuirà. In ogni caso, la sostenibilità si confermerà un tema importante.

Al contempo, il quadro tecnico sembra tranquillo, nonostante l’impennata delle quotazioni dettata dalle novità sul vaccino. I mercati stanno assimilando la buona notizia e probabilmente torneranno a concentrarsi sui dati economici.

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