Germania, da oggi le banche si salvano da sole

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Il governo tedesco approva una tassa per alimentare un fondo di salvataggio per le banche, in modo che siano loro stesse a pagare il prezzo dei rischi assunti. La Francia seguirà la scia, e intanto in Germania la disoccupazione cala.

di Giacomo Berdini31 marzo 2010 | 12:00

La Merkel contro la crisi: il consiglio dei ministri del governo tedesco ha deciso d’introdurre una tassa sulle banche, che avrà lo scopo di alimentare un fondo di sicurezza, da utilizzarsi come mezzo per contrastare le crisi del settore finanziario.

Questa decisione è giunta dopo che, lo scorso anno, il governo tedesco ha dovuto caricare le spalle dei contribuenti con diversi miliardi di euro sborsati per salvare alcuni istituti di credito dal baratro della crisi.
Per far confluire capitali in questo fondo “salva banche” gli istituti saranno tassati in proporzione alle loro dimensioni ed ai rischi assunti nel corso del loro esercizio.
In pratica Berlino ha sancito che d’ora in poi saranno le stesse banche a pagarsi l’assicurazione sugli eccessivi rischi. Entro l’estate la proposta sarà quindi trasformata in disegno di legge.
Pare che anche la Francia sia interessata al varo di una tassa sulle banche, tanto che il ministro delle finanze francese Christine Lagarde ha partecipato alla consulta.

Sempre dalla Germania giunge una notizia positiva: un inatteso calo della disoccupazione a marzo, secondo quanto rilevato dall’ufficio statistico nazionale.
La diminuzione sarebbe dovuta però ad effetti statistici, poiché il tasso di disoccupazione destagionalizzato è sceso dall’8,1% all’8% nel mese di febbraio, dato migliore del consensus posto a 8,2% e, in numeri, le persone in cerca di lavoro sono scese da 3,413 a 3,382 milioni.
Su base grezza, invece, il tasso di disoccupazione è sceso dall’8,7% all’8,5% e i senza lavoro sono diminuiti da 3,643 a 3,568 milioni. Questi sono i dati ufficializzati dall’ufficio del lavoro.


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