Titoli ciclici nella fase Toro? Non tutti e non per tutti

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Avatar di Stefano Fossati 16 Novembre 2020 | 12:30

“I mercati attendevano da tempo questo momento, ovvero una notizia veramente positiva sul fronte sanitario. La scorsa settimana è stato comunicato che il vaccino sviluppato da Pfizer e dal partner BioNTech potrebbe avere un’efficacia superiore al 90% ed è solo uno dei dieci che si trovano nell’ultima fase del processo di approvazione previsto dall’Fda (Food and Drug Administration), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Questo importante passo in avanti, dunque, ha favorito un clima più disteso sui mercati e i titoli ciclici, più legati alle oscillazioni dell’economia reale, hanno imboccato la via del rialzo. Inoltre, se prendiamo in considerazione l’indice Vix (riportato nel grafico), che rappresenta la volatilità implicita nelle opzioni sull’S&P 500, si può osservare come i valori siano scesi ai livelli di febbraio, quando non era ancora stata dichiarata ‘pandemia globale’. Pertanto, alla luce delle nuove notizie sul fronte sanitario e delle osservazioni sull’andamento dei mercati, potremmo aspettarci una fase Toro nel prossimo periodo? Nel breve, senza dubbio, gli sviluppi incoraggianti sul fronte sanitario migliorano il sentiment, anche se, non ci si dimentichi, l’emergenza pandemica è ancora in atto e diversi Paesi stanno adottando misure sempre più restrittive per evitare la saturazione degli ospedali e, soprattutto, delle terapie intensive”. E’ quanto sottolinea Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki. Di seguito la sua visione.

Dunque, i danni provocati all’economia potrebbero aumentare anche più del previsto, pertanto non si può essere certi del fatto che i livelli di volatilità possano rimanere così bassi, come quelli indicati nel grafico sopra rappresentato. L’andamento dei mercati per il medio-lungo termine, allo stesso modo, dipenderà molto dall’evoluzione della situazione epidemiologica e, in particolare, da quando davvero potremmo tornare ad una “vita normale”. Quindi, la linea di demarcazione tra le aziende più fragili, che usciranno perdenti dalla crisi, e quelle più forti, che usciranno vincenti, sarà ancora più netta. E, in un’ottica futura, noi ci stiamo già concentrando nella selezione delle vincenti, con riferimento soprattutto alla componente più ciclica del comparto azionario, per cui si suggerisce, per i più avversi al rischio, un ingresso molto graduale per contenere la volatilità.

Tuttavia, una selezione di titoli fortemente legati all’andamento dell’economia reale deve essere sottoposta a una disciplina molto rigorosa, soprattutto in un contesto come quello attuale. Pertanto, noi poniamo grande attenzione ad aziende che possiedano adeguati livelli di indebitamento, che detengano in bilancio un’ingente liquidità per far fronte alle eventuali difficoltà e che, infine, abbiano la capacità di generare profitti stabili e flussi di cassa positivi. Infine, risulta sempre fondamentale la diversificazione tra settori, evitando, per il momento, quelli che per molto tempo dovranno fare i conti con i danni provocati da questa crisi (ad esempio le compagnie aeree).

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