La Cina e il più grande accordo commerciale del pianieta: buona notizia per l’Italia

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di Stefano Fossati 16 Novembre 2020 | 13:30

Nei media cinesi e asiatici è la prima notizia: quindici Paesi hanno firmato domenica 15 novembre un vasto accordo commerciale Asia-Pacifico. Secondo gli analisti, il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep) – che comprende 10 economie del sud-est asiatico insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia – è il più grande patto commerciale del mondo in termini di Pil. Proposto per la prima volta nel 2012, l’accordo è stato finalmente siglato alla fine di un vertice del sud-est asiatico, momento decisivo visto che tutti i leader spingono per lanciare le loro economie nel post pandemia.

“Paesi diversi e anche rivali politicamente e commercialmente tra loro trovano il coraggio di capire che il benessere comune supera le divergenze passate. La presenza di Cina, Giappone e Corea (rivali storici), ma anche di Australia con cui la Cina ha avuto turbolenze in un unico accordo, è sensazionale e cambierà gli equilibri mondiali del commercio”, è il commento – riportato da E40TT – di Michele Geraci, Professor of Practices in Economic Policies alla Nottingham University a Ningbo e Adjunct Professor alla New York University a Shanghai, testimone diretto dell’osservatorio previlegiato Asia e Atlantico. “Per l’Italia è una buona notizia, certamente non dobbiamo essere immobili e il nostro governo deve stimolare e favorire i rapporti commerciali! Il nostro export totale è di 43 miliardi di dollari in questi 15 Paesi. Abbiamo una forte crescita in Giappone (13%) con cui abbiamo firmato accordi di libero scambio già in vigore dallo scorso anno che sta producendo i suoi primi frutti. Il Vietnam è ancora problematico nonostante abbiamo altri accordi, il nostro Pese deve essere dinamico e non dormiente, questa nuova alleanza può permetterci di penetrare più facilmente gli altri mercati dell’area asiatica. Geopoliticamente questo sensazionale accordo è una vittoria per la Cina e l’Asia Pacifico. Si nota chiaramente che l’Occidente è necessario, ma questi territori asiatici possono procedere in autonomia, questo sarà il tema dei prossimi 5 anni, e il significato della ‘Dual Circulation’ di cui parla Xi. L’accordo di oggi è la prima pietra di questo Dual Circulation. A breve si aggregherà anche l’India”.

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