Alta volatilità ancora dietro l’angolo?

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Avatar di Gianluigi Raimondi 17 Novembre 2020 | 14:30

Mentre resta l’impasse sul fronte geopolitico, con Trump che rifiuta la sconfitta e i colloqui sulla Brexit che, ma non è una sorpresa per nessuno, scivolano lentamente verso dicembre e resta critica la situazione sanitaria con la prospettiva sempre più concreta di uno dei Natali più tristi della storia, i mercati finanziari volano approssimandosi ancora una volta al record storico su base globale e con gli analisti fermamente convinti che il rialzo possa proseguire ancora a lungo.

Certo, l’ascesa è indubbiamente supportata da dati macro che sono stati inaspettatamente buoni, con i PMI manifatturieri europei in territorio espansivo a ottobre per Spagna, Italia e Germania e i dati cinesi ancor più solidi, tra un indice Caixin manifatturiero che in ottobre si attesta a 53,6 in ottobre (contro 53,0 di settembre) e dati sulla produzione industriale e investimenti in capitale fisso parimenti robusti. E a sostegno di questo quadro si aggiunge poi il RCEP ovvero l’accordo di libero scambio siglato tra Cina, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda (in totale 15 paesi) che si annuncia essere il più grande deal commerciale al mondo, con i paesi coinvolti che per popolazione, PIL e volumi commerciali vanno a coprire oltre il 30% del globo.

Ma il dubbio che possa riverlarsi alquanto effimero e che l’alta voltilità possa essere dietro l’angolo è ancora alto.

A cura di Michael Palatiello, ad e strategist di Wings Partners Sim

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