Crisi da Covid-19, il mercato è già vaccinato? L’asset allocation di Oddo Bhf

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Avatar di Stefano Fossati 19 Novembre 2020 | 18:30

“L’annuncio da parte di Pfizer dei primi risultati positivi della sperimentazione del vaccino contro il coronavirus ha avuto un impatto significativo sui mercati finanziari. Pfizer, l’azienda che ha sviluppato il vaccino in collaborazione con l’azienda biotecnologica tedesca BioNTech, ha rilasciato dati preliminari che suggeriscono che il vaccino è risultato efficace per oltre il 90% (elevato al 95% in un successivo annuncio, ndr). Il gigante farmaceutico statunitense ha anche detto che prevede di chiedere l’approvazione d’emergenza per il suo vaccino a due dosi da parte della Fda prima della fine di novembre, dopo aver raccolto ulteriori dati sulla sicurezza. Pfizer dice di poter produrre dosi sufficienti per immunizzare 15-20 milioni di persone entro la fine dell’anno solare. In risposta alla notizia, le azioni statunitensi hanno quasi raggiunto il massimo storico, il prezzo del greggio Wti è salito del 7% e il rendimento del Tesoro statunitense a 10 anni ha raggiunto lo 0,9%. Inoltre, le speranze di una riapertura delle economie hanno permesso ai titoli azionari penalizzati quest’anno di sovraperformare in modo significativo”. E’ qunto sottolinea Laurent Denize, Global Co-Cio di Oddo Bhf Asset Management. Di seguito la sua analisi.

L’impatto divergente della pandemia sul mercato azionario si riflette chiaramente nella performance relativa dei titoli scontati (stile “value“) rispetto ai titoli in crescita (stile “growth“). I primi sono generalmente più sensibili all’economia, mentre i secondi, fortemente concentrati sulle scorte di tecnologia, hanno beneficiato del boom dello shopping online, del lavoro a domicilio e, soprattutto, del calo dei tassi di interesse.

L’annuncio di Pfizer segna “finalmente” una svolta nella performance relativa delle azioni scontate? “Sì” è una risposta allettante, ma per il momento ci sono ancora troppe incertezze sul vaccino e sulla sua efficacia per rispondere in modo troppo deciso. Prima di tutto, il vaccino deve essere conservato in condizioni estreme, il che potrebbe portare a una serie di ostacoli logistici importanti. In secondo luogo, un vaccino “miracoloso” deve essere efficace e sicuro, e le dichiarazioni di Pfizer si sono concentrate sul primo punto. Gli investitori dovrebbero avere maggiori informazioni sulla sicurezza del vaccino nel corso di questo mese. Il risultato per gli investitori è che l’annuncio è un passo significativo verso la fine della pandemia. È il segnale che aspettavamo da tempo per riposizionarci sulle scorte cicliche.

A seguito di questa promettente novità, stiamo quindi iniziando a ruotare i nostri portafogli verso titoli ciclici di qualità per diversificare il nostro posizionamento di pura crescita. Stiamo anche prendendo profitti sui nomi più costosi del mercato azionario (alcuni titoli tecnologici “restano a casa” perché multipli molto alti ci sembrano meno giustificati in un processo di normalizzazione). Tuttavia, siamo convinti che questo non sia (ancora) il momento di passare a una pura rotazione da “crescita” a “valore”. Alcuni settori di valore sono infatti scontati per buoni motivi e le perturbazioni o le regolamentazioni non scompariranno da un giorno all’altro.

Inoltre, anche se si potrebbe assistere a un violento ritorno alla media, è probabile che sia di breve durata, a patto che la potenziale crescita economica non subisca un’accelerazione drammatica. Un secondo segnale sarebbe la ratifica di pacchetti di stimolo sia negli Stati Uniti che in Europa, combinata con una politica monetaria che continua ad essere così accomodante. Non siamo lontani da questo punto, ma dobbiamo avere pazienza e attendere la conferma di un segnale in una politica di investimento.

Come tutti sapete, il tempismo rimane la chiave. Aggiungiamo quindi il rischio in tre aree.
1. Diversifichiamo i portafogli accelerando leggermente la rotazione dei settori in titoli ciclici di alta qualità.
2. Per quanto riguarda il credito, stiamo aumentando il nostro posizionamento nell’high yield europeo, che offre un interessante profilo di rischio/rendimento e rimane in gran parte non correlato ai tassi d’interesse.
3. Aumentiamo l’esposizione ai mercati emergenti.

Per i nostri amici investitori in grado di resistere a una volatilità molto elevata, il riposizionamento sulle banche nel breve termine ha senso. La valutazione al ribasso, la rassicurante sequenza dei risultati recenti e la prospettiva di una regolamentazione più flessibile nel pagamento dei dividendi sono tutti argomenti a favore del settore bancario. Questa mossa tattica deve rimanere disciplinata attraverso una rapida presa di profitto e un livello di perdita massimo consentito, che, se raggiunto, dovrebbe portare a una vendita in perdita. Attenzione, siamo tuttavia convinti che la performance a lungo termine dei vostri portafogli deriverà essenzialmente dal posizionamento strategico piuttosto che tattico.

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