Un mondo a due velocità, contrapposte

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di Gianluigi Raimondi 23 Novembre 2020 | 10:30

Sebbene le stime di contrazione del PIL su base globale siano state ridimensionate rispetto alle previsioni di giugno (-4,4% dal -5,2% precedente) queste tendono ancora a segnare la maggior contrazione economica dalla depressione degli anni ’30.

In questo scenario, se non mancano espliciti richiami sia all’eccessiva euforia dei mercati azionari che appaiono disconnessi dallo stato dell’economia reale, è assodato che è prematuro iniziare a valutare il ritiro degli stimoli fiscali e monetari implementati nell’anno. Benchè il segretario al Tesoro USA Mnuchin, in aperto dissenso con la FED, abbia invitato la banca centrale a non estendere i programmi di sostegno finanziario di emergenza alle imprese varato a marzo.

Le notizie macro scarseggiano, ma anche quelle poche che filtrano sul mercato confermano se non una inversione di tendenza, un livellamento dei progressi messi a segno dalle economie negli ultimi mesi.

Come nel caso dei sussidi alla disoccupazione americani che con un saldo seppur leggermente superiore alle aspettative (742.000 nuove richieste, in aumento di 30.000 unità) sembrano indicare come la fase di recupero del settore occupazionale americano sia giunta ad un momento di stallo.

Allargando lo sguardo sullo schacchiere geopolitico, se il Recovery Fund europeo rimane impantanato nel veto di Ungheria e Polonia, sul fronte Brexit c’è una nuova battuta di arresto nelle negoziazioni a causa di un caso positivo di Covid riscontrato nel team di negoziatori.

A cura di Wings Parnters Sim

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