Biden presidente Usa potrebbe rivelarsi positivo per il debito dei mercati emergenti

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Avatar di Stefano Fossati 24 Novembre 2020 | 12:00

Le obbligazioni dei mercati emergenti si trovano all’inizio di un periodo prolungato di sovraperformance. Questa è l’opinione di Denise Simon, co-head and portfolio manager/analyst nel team Emerging Markets Debt di Lazard Asset Management. L’esperta spiega che “Il mercato, tuttavia, è molto eterogeneo. Il giusto mix di allocazioni tra le obbligazioni in valuta forte ed estera e tra singoli Paesi è fondamentale per il buon esito dell’investimento”.

Dalla fine del primo trimestre, l’asset class ha guadagnato più dell’11% (con copertura in euro) e ha quasi completamente recuperato le perdite dei primi tre mesi. Tutti i segmenti sono stati in grado di ottenere rendimenti superiori alla media, anche se le performance sono state contrastanti. Secondo Simon, “ciò sottolinea l’importanza di una strategia d’investimento flessibile. Da un punto di vista macroeconomico, ci aspettiamo una ripresa a ‘V’ della crescita globale, con l’Asia e l’Europa ai primi posti. La crescita nei mercati emergenti dovrebbe continuare ad accelerare. Le condizioni finanziarie e le politiche delle banche centrali favoriscono questo recupero”. Inoltre, Simon e il suo team ritengono che il miglioramento delle dinamiche tra domanda e offerta sui mercati petroliferi condurrà a un contesto più stabile per i prezzi delle materie prime. Denise Simon precisa anche che, “tuttavia, non siamo ancora entrati nella fase finale della ripresa, che sarà caratterizzata da un prolungato e notevole apprezzamento delle valute locali”.

Impatto delle elezioni statunitensi sui mercati emergenti

Denise Simon e il suo team stanno attualmente seguendo da vicino gli eventi negli Stati Uniti. Simon spiega che “la vittoria elettorale di Joe Biden è fondamentalmente un elemento favorevole per gli investimenti nei mercati emergenti. Le prospettive per i mercati emergenti sono decisamente positive sotto l’amministrazione Biden. Se da un lato è improbabile che gli stimoli fiscali diano un forte impulso alla crescita nel breve termine, dall’altro molti dei cambiamenti strutturali che Biden propone rappresentano un incentivo alla crescita. Vediamo anche delle valide premesse per un indebolimento del dollaro statunitense, considerando le valutazioni a volte elevate e i bassi tassi d’interesse degli Stati Uniti, il che permette di attenuare il fattore negativo che ha penalizzato le valute dei mercati emergenti nell’ultimo decennio”. Inoltre, è probabile che il mercato riveda leggermente al ribasso le sue precedenti previsioni di crescita. La cosa più importante è che gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Biden saranno probabilmente di nuovo integrati nella struttura del commercio globale.

Secondo l’esperta, gli investitori dovrebbero prepararsi a una maggiore volatilità nelle prossime settimane e mesi e quindi esaminare le opportunità di investimento a più lungo termine. Simon conclude affermando che “a nostro avviso, siamo nelle fasi iniziali di un periodo di sovraperformance durevole delle obbligazioni dei mercati emergenti. Ogni flessione considerevole annuncia un nuovo ciclo di interessanti opportunità d’investimento”.

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