Outlook 2021, tutte le sfide per l’amministrazione Biden

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di Stefano Fossati 26 Novembre 2020 | 13:00

Il 2021 sarà l’anno in cui verrà inaugurata a tutti gli effetti la Presidenza di Joe Biden, motivo per il quale l’outlook per le politiche della neo-Amministrazione democratica è stato uno dei focus principali della prima edizione digitale del Global Market Outlook, conferenza stampa annuale organizzata a New York da T. Rowe Price, asset manager globale indipendente con circa 1.300 miliardi di dollari in gestione, fondato nel 1937 a Baltimora (Usa), quotato sul Nasdaq dal 1986 e parte dell’indice S&P 500 e dell’indice S&P 500 Dividend Aristocrats.

Il percorso che dovrà affrontare il Presidente eletto Biden si preannuncia già costellato di sfide, come la pandemia e le conseguenti ricadute economiche in primis, ma affronterà anche tematiche razziali e ambientali. Il primo e più rilevante obiettivo sarà quello della ripresa dalla crisi sanitaria ed economica creata dal coronavirus. Per ottenere questo risultato, Biden si farà fautore della promozione di aiuti fiscali di emergenza, invocando l’assistenza degli Stati e dei governi locali, di strumenti di supporto per le istituzioni sanitarie pubbliche e gli operatori in prima linea, e di manovre di sostegno per coloro che sono stati colpiti direttamente dal virus.

Come ha sottolineato Katie Deal, Washington Analyst, U.S. Equity, “Biden avrà il compito di gestire quattro crisi: la pandemia, l’economia, la giustizia razziale e il cambiamento climatico. Prevediamo che affronterà queste sfide tramite sgravi fiscali, un pacchetto pensato per la ripresa che crei stimoli e posti di lavoro, l’istituzione di un fondo per le piccole imprese, un credito di imposta per chi acquisterà un’abitazione per la prima volta e la riduzione dell’indebitamento degli studenti. Inoltre, integrerà nel potenziale ‘Recovery Act’ notevoli standard ambientali, incentivi per l’energia pulita e le tecnologie green”.

Tuttavia, il suo margine di azione in molti ambiti e, di conseguenza, l’agenda legislativa stessa, saranno determinati dalla composizione del Senato, la cui maggioranza verrà decisa dai ballottaggi in Georgia a gennaio. Se i Democratici riuscissero a ottenere abbastanza seggi, potrebbero promuovere aumenti graduali delle tasse, controbilanciati da stimoli consistenti, e tentare di affrontare le questioni occupazionali e ambientali.

In campagna elettorale, infatti, Biden aveva proposto un aumento delle aliquote per le società al 28%, insieme all’introduzione di una soglia minima del 15%. Un simile incremento della tassazione avrebbe un impatto significativo sulle aziende, in termini di pressione sugli utili, riduzione del capex e calo dei riacquisti di azioni. Se invece i Repubblicani manterranno la maggioranza al Senato, gli aumenti della tassazione sarebbero probabilmente minimi e il pacchetto fiscale più contenuto. Biden aspira anche a implementare riforme significative delle politiche ambientali e del lavoro, e incrementare gli investimenti degli Usa in infrastrutture green. Tuttavia, la composizione del Senato costringerà probabilmente l’Amministrazione a procedere per vie regolative invece che legislative.

Per quanto riguarda la politica estera, Biden cercherà probabilmente di smorzare le tensioni commerciali con partner tradizionali come Canada, Messico, Unione Europea, Corea del Sud, Giappone e altri, con conseguenti benefici in termini di costi per le catene di approvvigionamento di alcuni settori industriali, agricoltura e consumi.

Infine, anche la sanità sarà una priorità per l’Amministrazione Biden, anche se la volontà politica di implementare una riforma legislativa comprensiva si è smorzata rispetto all’inizio del 2020, quando si erano tenute le primarie democratiche. Il nuovo Presidente cercherà di espandere la copertura assicurativa rafforzando l’Affordable Care Act, ridurre i prezzi dei farmaci grazie a una maggiore supervisione regolamentare e di aumentare la pressione legislativa per spianare la strada a un’‘opzione pubblica’, in competizione con le aziende di assistenza sanitaria gestita, le cosiddette “managed care”.

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