Polonia e Ungheria bloccano ulteriori stimoli europei

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Avatar di Stefano Fossati 26 Novembre 2020 | 15:30

A cura di Wings Partners Sim

I leader politici di Polonia e Ungheria, dopo aver posto il veto all’emissione del pacchetto di spesa dell’Unione Europea da quasi 2 trilioni di euro, hanno programmato un ulteriore incontro, mentre vengono esortati dai restanti componenti europei a cedere la loro posizione di vincolare i finanziamenti al mantenimento dello stato di diritto. Il primo ministro Viktor Orban ospiterà infatti a Budapest il corrispettivo polacco Mateusz Morawiecki, per discutere i compromessi proposti dai responsabili politici europei, per non ritardare ulteriormente il flusso di stimoli per miliardi di euro, durante la crisi economica causata dal Covid-19.

Oltre alle pressioni imposte dall’Ue, i governi di Polonia e Ungheria sono già oggetto di indagini formali per verificare la violazione di norme democratiche, rendendoli i primi candidati per potenziali tagli ai finanziamenti futuri. Secondo lo stato di diritto del blocco europeo, infatti, una maggioranza qualificata di Stati membri può approvare sanzioni raccomandate dalla Commissione esecutiva Europea, nel caso in cui dovesse ritenere che alcune decisioni potrebbero mettere in pericolo gli interessi finanziari dell’Eurozona. Nonostante ciò, i due premier non sembrano intenzionati a elaborare una controproposta, sottolineando le dichiarazioni del presidente della commissione Ursula Von der Leyen, secondo le quali anche in caso di sanzioni, i governi avranno il diritto di presentare ricorso direttamente presso la Corte Suprema Europea.

Nel frattempo, il sottosegretario del governo italiano, Riccardo Fraccaro, ha sostenuto che la Banca Centrale Europea dovrebbe considerare di cancellare o mantenere per sempre il debito pubblico che acquista durante l’attuale crisi economica, al fine di aiutare le nazioni del blocco a risollevarsi. Secondo quanto affermato, infatti, la politica monetaria ha l’obbligo di sostenere le politiche fiscali espansive degli Stati membri in ogni modo possibile, e ciò potrebbe anche includere la cancellazione delle obbligazioni sovrane acquistate durante la pandemia, o il prolungamento perenne della loro scadenza. L’appello di Fraccaro non sarà comunque accolto favorevolmente dalla Bce, in quanto il presidente, Christine Lagarde ha confermato davanti al Parlamento Europeo di non porsi neanche la questione, poiché determinerebbe una violazione della legge.

Sul mercato petrolifero, l’Opec+ terrà un incontro durante la prossima settimana, mentre l’apprezzamento del greggio continua a fornire supporto ai paesi che favoriscono un aumento della produzione. Durante la giornata di ieri, la sorpresa relativa al calo delle scorte degli Stati Uniti ha infatti portato i prezzi sui livelli massimi degli ultimi 8 mesi, a 46 dollari al barile.

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