Covid, il Regno Unito si avvicina alla distribuzione del vaccino

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di Stefano Fossati 30 Novembre 2020 | 14:30

A cura di Wings Partners Sim

Il Regno Unito è vicino a diventare il primo Paese ad approvare il vaccino contro il Covid-19, sviluppato da Pfizer e BioNtech, davanti a una lunga fila di paesi in attesa di una prevenzione al coronavirus. Secondo quanto confermato dai responsabili sanitari locali, l’autorizzazione sarebbe possibile già entro questa settimana, dopo aver segnalato da tempo che il Regno Unito si sarebbe mosso velocemente su qualsiasi promettente candidato vaccino. I medici locali sono infatti in attesa di un lancio delle strategie per le vaccinazioni già prima di Natale. Notizia che segue la strategia inglese, della settimana scorsa, di invocare una regola che consentirebbe all’istituto di regolazione dei farmaci britannico di raggirare la controparte dell’Unione Europea, proprio mentre i rapporti tra Ue e Uk determineranno i rapporti commerciali post Brexit, nell’arco di questa settimana. Proprio l’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari del Regno Unito ha infatti già avviato il processo per una revisione accelerata del farmaco prodotto da Pfizer. Secondo quanto riportato dal Ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, durante un’intervista alla Bbc, i responsabili inglesi prospettano di essere in grado di lanciare il vaccino entro Natale, per tornare alla normalità durante la primavera del 2021.

Nel frattempo, sul fronte petrolifero, un gruppo di ministri Opec+ ha confermato di non essere riuscito a raggiungere un accordo sull’opportunità di ritardare l’aumento della produzione di petrolio a gennaio, lasciando la questione irrisolta prima della riunione odierna tra il cartello e i suoi alleati. La maggior parte dei partecipanti a una riunione informale tenutasi ieri sera ha infatti sostenuto il mantenimento dei limiti di produzione ai livelli attuali per tutto il primo trimestre del 2021. Nonostante ciò, mentre la Russia si è espressa favorevolmente al rinvio dell’aumento dell’offerta previsto per il nuovo anno, Emirati Arabi Uniti e Kazakistan si sono opposti. A meno di una revisione dell’accordo questa settimana, la produzione tornerà quindi a 1,9 milioni di barili al giorno, spingendo così il mercato globale nuovamente in surplus e minacciando il recente apprezzamento del greggio.

Sui mercati finanziari, i contratti sull’Eurostoxx 50, in apertura odierna, stanno segnalando un’azione ribassista, dettata probabilmente dall’ultimo giorno di contrattazioni di quello che potrebbe essere il mese migliore in assoluto per il principale indicatore delle azioni europee. Sulla stessa scia, apertura negativa anche per i benchmark azionari statunitensi, mentre il dollaro continua a segnalare una costante debolezza, attestandosi vicino al supporto dei 1,2000 nel cambio contro l’euro, e l’oro si conferma al di sotto dei 1.800 dollari l’oncia, a 1.775 dollari.

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