I vincitori del Pan-European Morningstar Awards for investing excellence

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di Sara Silano 2 Dicembre 2020 | 08:45

A cura di Morningstar

Morningstar ha proclamato i vincitori del Pan-European Awards for investing excellence. Per la categoria “Miglior gestore” vince Philippe Igigabel (Hsbc Gif Euro High Yield Bond) e per quella “Talento emergente”, Lorenzo Pagani (Pimco Gis Euro bond). La miglior società di gestione, invece, è Baillie Gifford.

Il premio viene assegnato ogni anno a livello europeo ai portfolio manager e alle case di investimento che dimostrano eccellenti competenze di gestione, la capacità di andare controcorrente a beneficio dei risparmiatori e l’allineamento con gli interessi dei sottoscrittori. Il riconoscimento si fonda sul sistema di valutazione qualitativa dei fondi, l’Analyst rating, che è un giudizio prospettico (forward-looking) sulla capacità di una strategia di battere in futuro non solo la media dei concorrenti, ma anche il proprio benchmark di riferimento, al netto dei costi, tenendo anche in considerazione i rischi assunti. Viene assegnato alla fine di un lungo processo di analisi condotto dal team di analisti che si focalizza su tre pilastri che hanno un ruolo chiave nel successo dei fondi: le persone, il processo, e la società.

Miglior gestore: Philippe Igigabel

Philippe Igigabel ha circa 20 anni di esperienza negli investimenti. Ha iniziato la sua carriera di gestore di portafoglio come co-manager di Hsbc Gif Euro High Yield Bond nel 2000, prima di diventarne il leader nel 2003. Si occupa dei titoli obbligazionari europei ad alto rendimento dalla fine degli anni ’90, ed è quindi uno dei gestori di portafoglio più esperti secondo gli analisti di Morningstar. Hsbc Gif Euro High Yield ha un Morningstar Analyst Rating di Gold nelle classi più economiche. Igigabel non si è mai spostato da suo approccio high conviction e guidato dalle valutazioni. Ad esempio, non ha esitato a ridurre gradualmente il rischio in periodi che riteneva caratterizzati da eccessi di mercato. Al contrario, ha sistematicamente approfittato dei cali delle valutazioni per acquistare nomi che riteneva avessero fondamentali solidi. La selettività di Igigabel è anche un segno distintivo del suo approccio. Solitamente solo il 10-30% delle obbligazioni ad alto rendimento emesse ogni anno soddisfano i suoi rigorosi criteri di qualità. Grazie a questo processo disciplinato, il fondo ha avuto un track record eccezionale, sia su base assoluta che corretta per il rischio. Ha anche in gran parte evitato emittenti che poi sono andati in default, a testimonianza della qualità della selezione dei titoli sottostanti e dell’analisi fondamentale svolta dall’esperto team di analisti europei del credito.

Leggi qui chi erano i finalisti.

Talento emergente: Lorenzo Pagani

Lorenzo Pagani è stato capo del team European rates e presidente dell’European Portfolio Committee di Pimco prima di assumere il ruolo di lead portfolio manager del fondo Pimco Gis Euro Bond all’inizio del 2017 (dal 2014 era co-manager insieme ad Andrew Balls). Pimco Gis Euro Bond ha un Morningstar Analyst Rating di Silver per la sua classe istituzionale. Finora Pagani ha fatto molto bene, sfruttando le ampie risorse di ricerca sul credito di Pimco. Il fondo guarda a un universo più ampio rispetto alla maggior parte dei concorrenti, investendo a volte in titoli di debito non denominati in euro, obbligazioni dei mercati emergenti, asset-backed securities e valute. In particolare, le esposizioni al debito cartolarizzato sono state vantaggiose per la strategia negli ultimi tre anni. Sebbene tali elementi possano aumentare i rischi, oltre che le performance attese, finora Pagani e il suo team ne hanno fatto un buon uso. L’ampia diversificazione del portafoglio garantisce inoltre che nessuna singola decisione di investimento abbia un impatto sproporzionato sulla performance complessiva.

Leggi qui chi erano i finalisti.

Miglior società: Baillie Gifford

Baillie Gifford, fondata nel 1908 e con sede a Edimburgo, è partecipata da circa 40 partner, ognuno dei quali con in media oltre 20 anni. Ha strategie in tutte le classi di attivi, anche se l’azionario rimane il suo punto di forza e continua a dominare in termini di patrimonio gestito. La clientela di Baillie Gifford è principalmente istituzionale, ma negli ultimi anni l’azienda si è spinta anche sul canale retail. Oltre a essere uno dei maggiori gestori di fondi chiusi quotati nel Regno Unito, negli ultimi dieci anni ha ampliato la sua presenza internazionale attraverso una gamma di fondi aperti distribuiti in Europa e negli Stati Uniti. Una conseguenza positiva del grande peso della clientela istituzionale, dei prodotti chiusi e del fatto di essere controllata da pochi soci, è l’approccio di investimento di lungo termine. Ciò è ulteriormente rafforzato dalla struttura remunerativa, in cui una grande componente del bonus dei gestori si basa sulla performance a tre e cinque anni. Sebbene all’interno dell’azienda vi siano team d’investimento piccoli e mirati, esiste una forte cultura della collaborazione e il turnover del personale è tra i più bassi del settore. Inoltre, negli ultimi anni l’azienda è stata attiva nel ridurre le commissioni su una serie di strategie e ha dimostrato la volontà di salvaguardare il capitale degli investitori limitando l’entrata in quei fondi che si avvicinano alla capacità massima. Nel complesso, riteniamo che Baillie Gifford benefici di una forte cultura degli investimenti.

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