Fare business in tempi di Covid. Il caso dell’Austria

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Avatar di Gianluigi Raimondi 2 Dicembre 2020 | 13:45

ABA – Invest in Austria ha reso noti i risultati di una ricerca condotta in esclusiva dalla società di consulenza austriaca KREUZER FISCHER & PARTNER Consulting Network su un campione di 300 top manager di aziende con più di 250 dipendenti, intervistati in Germania, Austria, Svizzera, Italia e Regno Unito, relativa agli effetti previsti sulle aziende e sui sistemi economici a seguito della pandemia Covid-19.

Secondo i Ceo delle aziende, la pandemia Covid-19 lascia prevedere cambiamenti di vasta portata nell’orientamento strategico delle aziende e nella valutazione dei fattori di business location, anche se la maggioranza degli intervistati non trae conclusioni generali sui potenziali svantaggi o limiti alla globalizzazione, come conseguenza della crisi del coronavirus.

Secondo il campione, si può invece presumere che le aziende distribuiranno in modo più ampio i loro rischi in futuro (ad esempio diversificando la supply chain) e che l’Europa acquisirà maggiore importanza come luogo di produzione. Inoltre, sono previsti maggiori investimenti nei settori della digitalizzazione, di ricerca e sviluppo, nonché nella compatibilità ambientale di prodotti e processi. Le misure di protezione del clima sono infatti considerate un volano per la ripresa economica.

I manager intervistati ritengono che l’attrattiva di una business location sarà sempre più correlata al livello e alle competenze di digitalizzazione di un Paese, alla quota di spesa in ricerca, all’elevata sicurezza dell’approvvigionamento energetico, al potenziale della manodopera qualificata, alla tassazione del reddito e ai profitti aziendali. Al contrario, i collegamenti di trasporto e la logistica, quali ad esempio il poter disporre di un hub aeroportuale avanzato, stanno progressivamente perdendo importanza.

Per molti, l’Austria soddisfa già oggi, in larga misura, molti dei criteri di una sede aziendale del futuro. La valutazione dell’Austria, da parte degli intervistati, è notevolmente al di sopra della media europea. Solo Germania, Svizzera, Svezia e Olanda hanno ottenuto risultati migliori. La stabilità politica e sociale, l’elevata sicurezza dell’approvvigionamento energetico, il potenziale di lavoratori qualificati e il livello di ecologizzazione sono tutti fattori a favore dell’Austria come business location. Inoltre, l’Austria ha visto crescere il proprio potenziale attrattivo, come sede di attività, per più di un quarto dei manager intervistati. Risultato in contrasto con solo il dieci percento dei manager intervistati, che accusano invece una perdita di attrattiva. In linea generale, questo significa un risultato positivo del 17%.

Le opinioni dei top manager italiani

In Italia e nella regione DACH (Germania, Svizzera e Austria) c’è pieno consenso sul fatto che l’Europa acquisirà importanza come luogo di produzione – il 78% degli intervistati ne è certo o se lo aspetta almeno in parte.

Il 91% dei manager italiani si aspetta nel prossimo futuro maggiori investimenti in Europa come luogo di produzione, mentre nella regione DACH meno di due terzi (64%) si attende lo stesso risultato.

L’82% dei manager italiani prevede che le aziende successivamente si sforzeranno anche di diversificare le proprie catene di approvvigionamento.

Il risultato più sorprendente è che la maggior parte dei manager italiani non trae conclusioni sui limiti della globalizzazione che la crisi del Coronavirus potrebbe avere evidenziato: circa due terzi degli intervistati italiani (67%) non credono che il Coronavirus ne abbia mostrato svantaggi o limiti.

L’ecologia come opportunità di recupero di competitività

Circa la metà (48%) dei top manager italiani ritiene che rendere un’economia più ecologica stia diventando sempre più importante come fattore di localizzazione delle attività aziendali e produttive.

Nel complesso, il 66% di tutti i 300 intervistati (il 78% dei Ceo italiani) si aspetta che le misure di protezione del clima dopo il Coronavirus stimoleranno l’economia.

I top manager italiani vedono già ora l’Austria come sede aziendale del futuro

Il 96% degli top manager italiani già valuta il Paese confinante, l’Austria, come sede aziendale del futuro. Solo Germania e Svizzera sono valutate meglio, entrambe col consenso del 100% degli amministratori delegati italiani.

Inoltre, il 28% dei manager italiani pensa che l’Austria sia diventata ancora più attraente come luogo di attività.

La valutazione dei manager italiani verso il proprio Paese, l’Italia, è invece decisamente più bassa: solo il 32% pensa infatti che l’Italia rappresenti già, nel complesso, una sede imprenditoriale del futuro.

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