Fed, risolleviamo i tassi

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di Giacomo Berdini 8 Aprile 2010 | 11:45
Bernanke ha evidenziato che l’economia Usa non è ancora uscita dal tunnel: l’occupazione soffre e anche il settore immobiliare deve avviare una ripresa convincente. Tuttavia, secondo il presidente Fed di Kansas City, Thomas Hoening, i tassi bassi rischiano di creare una bolla, e bisogna risollevare il costo del denaro.

L’Economia americana è ben lontana dal trovarsi fuori dai guai, parola di Ben Bernanke.
Il presidente della Federal Reserve, infatti, ha puntualizzato come il sistema sia ben al di sotto del suo potenziale:
“È necessario risolvere le debolezze del sistema finanziario, mentre non vediamo segnali di una ripresa del mercato immobiliare”.
Seppur l’economia sia tornata a crescere e abbia creato nuovi posti di lavoro, un americano su 10 è ancora senza lavoro: “Gli Usa hanno bisogno di un forte impegno verso la responsabilità fiscale”, ha precisato nel suo intervento a Dallas, presso la comunità industriale.

Ma la Fed lancia un altro allarme, non per bocca del suo numero uno, ma attraverso la voce di Thomas Hoening, uno degli esponenti votanti del comitato di politica monetaria della Federal Reserve, che ha spiegato come un periodo prolungato di tassi di interesse ai minimi record sia il modo migliore per provocare la creazione di pericolose bolle.
Secondo Hoening l’ideale sarebbe alzare i tassi di riferimento all’1%, il che avrebbe il doppio effetto benefico di mantenere il costo del denaro su livelli estremamente bassi e allo stesso tempo manderebbe un segnale chiaro che la politica monetaria troppo accomodante per rispondere alla crisi è ormai acqua passata.
Livelli di tassi così bassi per così tanto tempo incoraggiano infatti la messa in atto di operazioni finanziarie rischiose. Alzare il costo del denaro potrebbe prevenire la creazione e lo scoppio di un’altra bolla.

“Sono convinto che mantenere lo status quo sui tassi a questi livelli così bassi per un periodo prolungato incoraggi la formazione di bolle, perchè privilegia il debito sull’equilibrio e i consumi sui risparmi”, ha dichiarato Hoening, presidente della Fed di Kansas City, “Anche se non si sa da dove la bolla potrebbe emergere, se lasciate così come sono le condizioni attuali invitano ad un boom creditizio e, inevitabilmente, ad uno scoppio della bolla”.
Coerentemente con questo pensiero, per ben due volte Hoening ha votato contro la decisione della Fed di mantenere i tassi guida allo 0-0.25% per un periodo di tempo prolungato.

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