Mercati emergenti, la partita si gioca sempre sulla politica

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Avatar di Stefano Fossati 4 Dicembre 2020 | 12:30

“Dopo una traiettoria di ripresa sorprendentemente solida nel corso del 2020, i listini dei mercati emergenti sono posizionati per un 2021 positivo in quanto l’Asia settentrionale, che rappresenta la maggior parte del benchmark, ha mostrato una competenza notevole nella gestione della pandemia e sembra quindi destinata a registrare numeri interessanti. Tuttavia la regione settentrionale dell’Asia non sarà l’unico bacino di performance“. E’ l’opinione di Gary Greenberg, Head of Global Emerging Markets per la divisione internazionale di Federated Hermes. Di seguito la sua anlisi sugli emergenti.

L’economia globale dovrebbe imboccare la strada della ripresa nel corso del secondo semestre dell’anno, sulla scia della distribuzione di vaccini e un recupero della fiducia su scala globale, aiutando in primo luogo i produttori di materie prime come l’Indonesia, il Perù, la Russia e il Messico. Naturalmente, la vittoria “parziale” dei Democratici alle presidenziali Usa porterà a una minore spesa destinata alle infrastrutture rispetto a quanto sperato in precedenza, in quanto la prospettiva legata al vaccino dà credito a una politica prudente sul fronte fiscale, che sarà pienamente sostenuta dal Senato repubblicano. Le valutazioni dei mercati emergenti appaiono favorevoli in quanto si trovano nella fascia bassa del loro range a lungo termine rispetto a quelle dei Paesi sviluppati.

Guardando invece all’America Latina, anche con un’amministrazione statunitense più impegnata nell’area la politica locale sarà caratterizzata dalla consueta volatilità. Tuttavia, la crescita economica dovrebbe essere positiva, anche se non tutti i Paesi si sono assicurati i vaccini. La regione Emea sperimenterà da un lato un rapporto più difficile tra Stati Uniti e Russia, ma dall’altro una più forte domanda di energia, metalli di base e platino/palladio, sostenendo non solo la Russia ma anche il Sudafrica.

Proprio guardando al Sudafrica, la politica resterà comunque un aspetto di criticità nel Paese e le possibilità che l’attuale rally vada avanti fino al 2021 sono modeste. Nel complesso, il 2021 sarà probabilmente un anno positivo per settori quali finance e materials, ma adottando una prospettiva a più lungo termine non riteniamo molto probabile un elevato tasso di crescita economica, per cui i settori ciclici rappresentano più un posizionamento da scegliere per il 2021 piuttosto che un investimento secolare. Trend secolari come la digitalizzazione, l’aumento della spesa indirizzata al settore della sanità, la logistica e i prodotti di alto livello dovrebbero proseguire.

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