“The Social Dilemma” e la risposta dei mercati

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di Gianluigi Raimondi 4 Dicembre 2020 | 12:00

A cura di Alessandro Broi – Consulente finanziario e options specialist

Le “social media stocks” saranno un tema dominante anche nel 2021? Finché le aziende non saranno normate ci sarà sempre un algoritmo che darà priorità al profitto e attirerà la pubblicità. Riuscirà Biden ad acquisire il controllo del Senato? Deciderà di mettere un freno ai maggiori finanziatori della sua campagna elettorale?

Per ora, a inizio dicembre 2020, guardando l’indice di settore rappresentato dal Solactive Social Media Titans Performance Index, sembrerebbe che il mercato non creda all’ipotesi: l’indice guadagna oltre il 50% da inizio anno ed è sui massimi.

Per investire su questo benchmark esiste il Tracker Certificate emesso da Vontobel nel 2018 (codice Isin DE000VN9C4A4). Il certificato, che prevede una commissione di gestione dell’1,20% e scadrà il 16 marzo 2023, ha una marcia in più rispetto a fondi ed ETF tematici: come tutti i certificati, anche i Tracker sono caratterizzati da efficienza fiscale. I redditi generati dallo strumento, ovvero le plusvalenze derivanti dall’ incremento di prezzo, sono da considerarsi a tutti gli effetti redditi diversi e per questo sono soggetti all’imposta sostitutiva del 26% sul Capital Gain con possibilità di compensazione delle minusvalenze pregresse.

Puntando sul certificate di Vontobel, l’auspicio è di poter anche compensare con un bel guadagno, sia i soldi che noi comuni mortali, ridotti a merce di scambio, spendiamo in acquisti indotti dagli spot sui social, sia il tempo sacrificato alla loro inevitabile visione sui nostri device.

La risposta a The Social Dilemma, il documentario di Netflix, che ad ottobre ha spopolato negli USA, la offrono i mercati.

 

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