Rame e oro, ecco perché mantenere una visione rialzista

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Avatar di Stefano Fossati 4 Dicembre 2020 | 15:00

“Mentre assistiamo alla ripresa del mercato azionario, stimiamo che il settore delle commodity, in particolare dei metalli comuni, registrerà performance positive nel 2021“. Questa l’opinione di Antonio De Negri, Founder e Ceo di Cirdan Capital. Di seguito la sua analisi sull’asset class.

Tra i metalli industriali, sosteniamo che ci sarà una forte domanda per il rame negli Stati Uniti e in Europa, essendosi già verificato un aumento della domanda pari al 2% in Cina. Infatti, in un mondo in continua evoluzione, molti investitori hanno spostato il focus su investimenti Esg, nella finanza sostenibile, dunque anche in energie rinnovabili. Il rame, essendo uno dei migliori metalli conduttori di elettricità e calore, è un materiale essenziale per la produzione e per la ristrutturazione delle reti energetiche sostenibili. Infatti, stimiamo che il 60% della domanda di rame derivi dall’impiego di esso per le reti di energia elettriche rinnovabili. Quindi, supponiamo che l’attuale domanda di rame spingerà ad un aumento di produzione globale del 4,5% nel 2021.

Nel mondo dei metalli, seppur l’oro abbia sottoperformato da quando è stato annunciato il vaccino di Pfizer (diminuendo di 100 dollari l’oncia, da 1.950 a 1.850), continuiamo a mantenere una “bullish view” sullo stesso. Uno dei motivi per sostenere questa view è proprio il fatto che l’oro è una commodity che avrà sempre spazio nei portafogli degli investitori, e anche se al momento c’è un gran focus sul mercato azionario, gli investitori torneranno a comprare l’oro, sostanzialmente per effetto della diversificazione. Il secondo aspetto, più tecnico, riguarda l’inflazione.

Tendenzialmente, stimiamo che quando l’inflazione cresce, l’investitore si deve proteggere dalla svalutazione delle valute e, per fare ciò, tende ad acquistare commodities, e nello specifico i metalli comuni, tra i quali vi è l’oro. Quindi, essendo il valore dell’oro attorno a 1.700 dollari l’oncia, crediamo che non debba essere venduto, specialmente in questo periodo. Alla luce di quanto appena menzionato, stimiamo che l’oro raggiungerà 2mila dollari l’oncia entro la fine del 2021. Pertanto, l’investitore dovrebbe mantenere una visione di medio-lungo termine per riscontrarne i risultati positivi.

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