Voglia di “distressed asset”

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di Redazione 12 Aprile 2010 | 10:15
Anche in Italia si è aperta la caccia ai professionisti di questo comparto del mattone

di Julia Giavi Langosco

Non più solo da Londra gli annunci economici per la ricerca di specialisti in distressed assets, beni in vendita per eccesso di indebitamento del proprietario, il tipo di investimento che di questi tempi Warren Buffett mostra di prediligere.
Ora questa expertise del comparto immobiliare incomincia a entrare anche nel mirino dei reclutatori nostrani di risorse umane della finanza. È il primo segnale concreto che i anche nel Bel Paese, da espressione della crisi per alcuni si stanno trasformando in opportunità per altri. Tra i primi in Italia a prendere il nuovo treno in corsa c’è stata Jones Lang LaSalle, attiva nel mercato degli immobili produttivi e in particolare nell’intermediazione alberghiera. In effetti le prospettive di crescita dell’afflusso turistico in provenienza da paesi come Russia, India e Cina, negli anni scorsi avevano convinto non pochi imprenditori dell’hotellerie a investire in acquisizioni e ristrutturazioni utilizzando senza timidezza la leva finanziaria.
Ora che molte camere restano vuote, spuntano i cartelli vendesi. E non solo a Chianciano, ma in tante località del litorale adriatico e mediterraneo. JLL caldeggia con forza tra gli investitori istituzionali suoi clienti la validità degli investimenti in distressed asset alberghieri, sostenendo che i prezzi d’acquisto ridotti di oggi sono più in linea con i fondamentali del comparto e quindi le aspettative di redditività degli investimenti migliorano.
Musica analoga dalla sede milanese di PriceWaterhouseCoopers che si propone per fare consulenza nell’intermediazione di stabilimenti industriali e di altri distressed asset negli immobili produttivi. Sansedoni, la società immobiliare del gruppo Monte dei Paschi di Siena, come segnalato da Bluerating.com, è già passata al concreto. Attraverso cinque veicoli finanziari, ha già comprato un pacchetto di immobili residenziali di prestigio (valore stimato di 250-280 milioni) che per Montepaschi rappresentavano un’esposizione diventata scomoda.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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