Linee strategiche UE per la mobilità sostenibile. Le utility su cui puntare

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di Gianluigi Raimondi 14 Dicembre 2020 | 10:00

L’Unione Europea ha presentato le linee strategiche per la mobilità sostenibile. Nel dettaglio, si prevedono:

  • 30 mln veicoli a emissione zero entro il 2030;
  • il raddoppio del traffico ferroviario e ad alta velocità e la diffusione della mobilità automatizzata;
  • l’introduzione di navi ed aerei di grandi dimensioni a zero emissioni tra il 2035 e il 2050;
  • la quasi totalità di auto, furgoni, autobus e veicoli pesanti a emissioni zero entro il 2050.

Gli obiettivi sulla mobilità rappresentano un driver positivo per il settore elettrico, anche se da molti considerati troppo aggressivi e quindi difficilmente realizzabili. “La progressiva elettrificazione dei consumi comporta infatti – fanno notare gli analisti di Equita – un incremento della domanda di energia elettrica nel lungo termine (in sostituzione del gas naturale) e la diffusione delle energie rinnovabili necessarie a generare energia green; la strategia sulla mobilità è comunque volano per la penetrazione dell’idrogeno come carburante a zero emissioni sopratutto nel trasporto pesante”.

Le azioni per sfruttare questo scenario

Questo scenario, sempre a detta di Equita, è favorevole a Piazza Affari per i titoli delle rinnovabili come Erg, Falck Renewables, Alerion, Iniziative Bresciane ed Enel, per quelli della distribuzione e trasmissione come Terna, Iren, A2a, Acea ed Hera, e per quelli coinvolti nel business dell’idrogeno come Snam.

Il caso di Terna

Nel frattempo, Terna ha comunicato gli esiti della prima asta per i sistemi di accumulo (batterie) nell’ambito del progetto Fast Reserve, che mira ad aumentare la flessibilità del sistema elettrico. Sono state aggiudicate 250MW di batterie con offerta pari a sei volte la domanda e una riduzione di prezzo significativa rispetto alla base d’asta.

“Sebbene i 250MW rappresentino una quota limitata, con bassi impatti complessivi sul sistema – sostengono gli analisti di Equita – l’eventuale espansione significativa del mercato delle batterie a servizio della flessibilità potrebbe essere un elemento negativo per i power generators come A2a, Iren ed Enel riducendo i rendimenti dell’Msd (servizi di dispacciamento) e del capacity market; da verificare però quanto gli stessi power generators siano aggiudicatari delle aste, e quanta parte di questo mercato saranno in grado di catturare nel lungo termine”.

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