Tasso fisso o variabile?

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di Gianluigi Raimondi 23 Dicembre 2020 | 10:00

Il mutuo prima casa è fondamentale quando si vuole acquistare l’immobile che diventerà il proprio punto di riferimento. Per questa ragione, è importante conoscere se scegliere un mutuo a tasso fisso o variabile. Ci sono molte persone che non prestano attenzione a questo e a molti altri aspetti, ritrovandosi poi con rate che non possono sostenere. Prima di stipulare un mutuo prima casa dunque, è di fondamentale importanza riuscire a valutare l’importanza del tasso di interesse da scegliere. Ecco di seguito tutto ciò che occorre sapere in merito a questo argomento.

Mutui: valutare il tasso da pagare

Cos’è il tasso di interesse? Quest’ultimo è una percentuale che indica il valore delle rate, in particolare degli interessi che matureranno in futuro ed è un valore che contribuisce alla somma totale da restituire all’istituto finanziario con il quale si è stipulato il mutuo. Attualmente, ci sono ben due tipologie di tasso: fisso e variabile.

Ecco quali sono le differenze:

  • Mutui tasso fisso: questi ultimi hanno un tasso di interesse che non cambia con il tempo. Il cliente potrà vedere, prima di stipulare il mutuo, la percentuale da pagare e gli interessi da restituire. Si tratta di un vantaggio per coloro che hanno entrate fisse e vogliono assicurarsi che la rata da versare per saldare il mutuo sia sempre la stessa e non cambi.
  • Mutui tasso variabile: il tasso variabile, come indica il suo nome, può mutare nel corso del tempo. Inizialmente quindi, il valore degli interessi, di conseguenza delle rate, potrebbe essere più vantaggioso rispetto a quello da versare scegliendo il tasso fisso. Tuttavia, questo tasso segue il valore del mercato e specialmente nel lungo periodo, il suo valore potrebbe aumentare sempre di più diventando poco conveniente o addirittura insostenibile.

Prima di scegliere quale tipologia di tasso preferire quindi, è sempre bene valutare con attenzione questo aspetto in base alle proprie risorse economiche, così da non farsi cogliere impreparati e rispettare il proprio impegno finanziario.

Mutuo a tasso fisso o a tasso variabile, qual è il migliore?

Come appena discusso, non è possibile stabilire un mutuo migliore, visto che tutto dipende dalle proprie disponibilità economiche. Tuttavia, ci sono alcuni suggerimenti che si possono seguire.

Per investimenti di medio-breve tempo, come i lavori di ristrutturazione di un immobile, può essere conveniente scegliere un tasso variabile. In genere, mutui del genere possono essere completati in 10-15 anni, un arco di tempo che potrebbe essere ancora positivo con un tasso variabile.

Discorso inverso invece per un mutuo di lunga durata, magari quello che serve per acquistare la prima casa e solitamente ha una durata di 30 anni. In casi del genere, si consiglia di optare per un mutuo a tasso fisso, così da comprendere per bene il valore degli interessi da versare per tutta la durata del prestito.

A chi affidarsi per richiedere un mutuo prima casa?

Inutile dire che per richiedere un mutuo a tasso fisso o variabile è necessario affidarsi a professionisti del settore. Ci sono banche ed istituti finanziari in grado di donare certezze e sicurezze, oltre ad un’assistenza efficiente per tutta la durata del mutuo. Ad esempio, i mutui BPER Banca possono donare tranquillità quando si sceglie il mutuo prima casa da stipulare. Inoltre, con i consulenti di questa banca sarà possibile capire quale soluzione fa al caso proprio.

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