La Fed resta ferma, ma il mercato guarda a Washington

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di Gianluigi Raimondi 18 Dicembre 2020 | 09:15

“Ieri sera, la FED ha effettivamente “lisciato il meeting”: misure invariate, niente aumento della scadenza media dei bonds acquistati, e una guidance sul programma di acquisti che vuol dire tutto e niente; l’attuale ritmo verrà mantenuto finchè non si otterrà “sostanziale”  progresso in direzione di ei mandati della FED di occupazione e inflazione, Powell ha poi aggiunto che avviseranno in anticipo prima di ridurre il QE”. Ad affermarlo è Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, che di seguito illustra la propria view nel dettaglio.

La Fed quindi riconosciuto che l’economia sta attraversando una fase di rilassamento, e ha detto che sono pronti comunque a intervenire alla bisogna. Il rifiuto di rendere ancora più accomodante la politica monetaria, di fronte a quelli che Powell stesso ha definito quattro o cinque  mesi critici è stato ampiamente condito da promesse di grande reattività.

Con le condizioni finanziarie prevalenti al momento, i mercati azionari ai massimi, il dollaro ai minimi, e una stance che prevede l’acquisto di 80 bmld di dollari di treasuries e 40 mld di mortgages al mese, attendersi ulteriori modifiche era assurdo. il FOMC ha conservato potenza di fuoco per eventuali fasi negative nei prossimi mesi.

E in effetti non è che il mercato se la sia presa più di tanto. Wall Street ha messo il naso in negativo solo un attimo, e ha comunque chiuso al nuovo record, e il dollaro ha continuato a scendere, mentre i rendimenti sono rimasti relativamente poco mossi. Naturalmente la prospettiva di un pacchetto di stimolo fiscale varato nelle prossime ore ha un ruolo in questa resilienza. Ma ormai gli investitori hanno capito che la Fed non ha la minima intenzione di guastare la festa ai mercati, ne di lesinare stimolo monetario. E’ solo che ieri era proprio sprecato.
numeri è stato di deprimere ancora di più il Dollaro. L’azionario non ci ha bandato, preso com’è dal carosello delle IPO, e dallo show a Washington, dove sembra che nelle prossime 24/48 ore approderemo a qualcosa. Sarà meglio, visto che se non mi sbaglio domani scade la continuing resolution e senza un provvedimento abbiamo anche lo shutdown governativo.
** PELOSI: PROGRESS MADE THIS MORNING ON STIMULUS TALKS
** WHITE HOUSE OPTIMISTIC OF STIMULUS DEAL IN NEXT 24-48 HOURS

La seduta europea si chiude in perfetto stile natalizio, azionario in progresso, € sui massimi, tutte le commodities in guadagno, compresi i preziosi (interessante il risveglio dell’argento), Bitcoin a doppia cifra, e tassi generalmente stabili. In US l’azionario si apresta a fare il solito record, e i tassi salgono moderatamente, forse in attesa del varo di un piano di stimolo che generi un po’ di emissioni extra.
Domani abbiamo il quadruple witching (scadenza futures e opzioni sugli stessi, e sulle single stocks). In settembre la sola minaccia di liquidazioni di grandi quantitativi derivanti da opzioni in the money ha causato una correzione del Nasdaq. Questa volta, a fronte di importi di calls ancora maggiori (come mostra la media mobile a 10 giorni del put/call ratio, ai minimi storici di 0.41 – vedi grafico sotto) il mercato non potrebbe essere più tranquillo. Se anche domani e nelle prossime sedute di qui a fine anno non succede nulla, vorrà dire che il quadro è così euforico, e la situazione macro in tale miglioramento, che l’unico effetto di eventuali liquidazioni di calls, o di titoli per far spazio a Tesla nell’S&P 500, o rebalancing di fine anno è stato quello di rallentare il rialzo, ma non dicreare i presupposti per una correzione.

Lo scenario sui listini azionari Usa

Oggi abbiamo il quadruple witching (scadenza futures e opzioni sugli stessi, e sulle single stocks). In settembre la sola minaccia di liquidazioni di grandi quantitativi derivanti da opzioni in the money ha causato una correzione del Nasdaq. Questa volta, a fronte di importi di calls ancora maggiori (come mostra la media mobile a 10 giorni del put/call ratio, ai minimi storici di 0.41 – vedi grafico sotto) il mercato non potrebbe essere più tranquillo. Se anche domani e nelle prossime sedute di qui a fine anno non succede nulla, vorrà dire che il quadro è così euforico, e la situazione macro in tale miglioramento, che l’unico effetto di eventuali liquidazioni di calls, o di titoli per far spazio a Tesla nell’S&P 500, o rebalancing di fine anno è stato quello di rallentare il rialzo, ma non dicreare i presupposti per una correzione.

Non ci resta che attendere.

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