Attacco hacker contro il governo Usa, Biden: priorità a sicurezza informatica

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di Stefano Fossati 18 Dicembre 2020 | 13:00

A cura di Wings Partners Sim

L’agenzia statunitense per le armi nucleari, insieme ad almeno tre stati, sono stati violati da un sospetto attacco informatico russo che ha coinvolto diverse agenzie del governo federale, rappresentando una delle più grandi violazioni della sicurezza informatica della storia recente. L’attacco hacker è riconducibile a legami con il governo russo, che ha coordinato l’attacco per accedere a diverse informazioni del dipartimento della sicurezza interna, del tesoro, della sicurezza e dello Stato. Sebbene i dettagli e l’entità delle informazioni raggiunte dai responsabili dell’attacco non siano ancora note, due fonti anonime vicine al governo hanno confermato che si tratta di uno tra gli attacchi più grandi dei giorni moderni.

Secondo le prime dichiarazioni della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency degli Stati Uniti, gli hacker hanno concentrato una lunga attività sulle reti violate, per approfittare della minima falla nel sistema, ma le funzioni di sicurezza nazionale essenziali per le missioni relative alle scorte nucleari americane non sono state influenzate. A riguardo, mentre il presidente uscente Donald Trump non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche riguardanti l’accaduto, il suo successore, Joe Biden, ha dichiarato ufficialmente che a seguito di questa importante violazione della sicurezza informatica del governo, la sua amministrazione si impegnerà a stabilire priorità assoluta per imporre sanzioni esemplari ai responsabili di tali attacchi, e a incrementare notevolmente il livello di sicurezza informatica.

Nel frattempo, data la costante incertezza sulle trattative commerciali tra Uk e Ue, il più grande gruppo di lobby commerciale della Gran Bretagna ha invitato l’Unione Europea a ritardare l’introduzione di nuovi controlli doganali dopo la Brexit, in quanto le aziende britanniche non hanno avuto abbastanza tempo per attrezzarsi, causa la pandemia di coronavirus. La Confederation of British Industry, che rappresenta 190mila imprese britanniche, ha inoltre richiesto che alle aziende venga concesso un periodo di grazia da eventuali dazi, per conformarsi alle nuove pratiche burocratiche che saranno richieste alla fine dell’anno, indipendentemente dal fatto che il Regno Unito e l’Unione Europea raggiungano o meno un accordo commerciale. A meno di due settimane dall’ufficializzazione della Brexit, le aziende si sono infatti dichiarate ancora all’oscuro di come saranno le future relazioni commerciali con il blocco europeo.

Sui mercati finanziari, i principali listini statunitensi ed europei stanno evidenziando l’incertezza legata al quadro macroeconomico globale. Mentre i legislatori statunitensi continuano a discutere sull’accordo per un pacchetto di stimoli economici e le trattative tra l’Europa e la Gran Bretagna rimangono stabili, i benchmark azionari, anche sulla scia di una seduta asiatica neutra, registrano una contrazione di volatilità. Sulla stessa scia, il petrolio, dopo aver registrato nuovi livelli massimi di periodo, in apertura odierna, si stabilizza in area 48 dollari al barile.

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