Il tempo è amico dell’investimento obbligazionario: l’outlook di Dpam

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Avatar di Stefano Fossati 18 Dicembre 2020 | 15:30

“Tra il 2009 e il 2019 i mercati obbligazionari hanno prosperato grazie al predominio della politica monetaria. Il 2020 è stato l’anno cruciale che ha dato impulso a un vero e proprio modello cooperativo e collaborativo tra politica fiscale e monetaria. In Dpam ci concentriamo sulle implicazioni che questo nuovo modello avrà sui livelli dei tassi d’interesse nominali e reali a più lungo termine, nonché sulle pressioni inflazionistiche che potrebbero diventare visibili”. Lo sottolinea Peter De Coensel, Cio Fixed Income di Dpam. Di seguito il suo outlook sull’obbligazionario nel 2021.

Il tandem Yellen-Powell dovrebbe ispirare un tandem von der Leyen-Lagarde. Nel corso del 2021, la Commissione Europea darà il via alla nascita di un asset europeo privo di rischio e alla corrispondente curva dei rendimenti e la Bce assicurerà un inizio d’anno tranquillo.

Il 2021 sarà un anno di investimenti impegnativo per tutti i settori dei mercati finanziari, poiché l’eredità del 2020 è stata senza precedenti. I tassi europei sono i più fragili, seguiti da vicino dal credito investment grade in euro. Le obbligazioni high yield e le obbligazioni convertibili possiedono interessanti ammortizzatori. In questo contesto, la professionalità nella costruzione del portafoglio è un requisito fondamentale per preservare e/o far crescere il capitale.

Nell’ambito dell’alto rendimento europeo, il 2020 si è chiuso in modo promettente, con il segmento high yield entrato in territorio positivo. In questo periodo, gli indici high yield registrano rendimenti simili a quelli dell’obbligazionario europeo ad alto merito creditizio, circa il 2,5% nel 2020. In sostanza, guardando al potenziale relativo rispetto al settore investment grade, l’high yield europeo vanta un rendimento d’acquisto dell’indice del 2,8%, offrendo uno spread di circa 360 punti base. Tenendo conto della migrazione negativa e dei tassi di default storici, la nostra previsione di rendimento, su un orizzonte di investimento di poco meno di 4 anni, scende ben al di sotto del 2%. Un settore sfidante, in quanto le aziende sopravvivono grazie ai programmi di sostegno governativo o a una base di investitori meno esigenti. Il termine “zombificazione” è spesso usato in modo improprio come argomento a favore o contro l’investimento high yield, che rimane una classe di attivi per lo più incompresa anche se il track record a lungo termine, rettificato per la volatilità, batte facilmente l’azionario. Questa però è una realtà raramente rivelata, poiché i budget di marketing non superano mai quelli pagati per gli investimenti azionari.

Le obbligazioni convertibili globali hanno registrato una performance stellare nel 2020: +25% mentre quelle europee stanno terminando l’anno intorno al +6%. I convertibili prosperano in condizioni di ripresa all’inizio del ciclo. Per il 2021 e il 2022, crediamo che questo universo fiorirà ulteriormente. La dinamica della domanda e dell’offerta è sana, una condizione necessaria perché un settore possa funzionare bene. Per quanto riguarda le nuove emissioni di convertibili, a livello globale esse sono cresciute di quasi il 50% quest’anno, mentre per quelle europee, un moderato aumento ci prepara a una crescita nel 2021. Le aziende sono attratte dai bassi costi di finanziamento, mentre ampliano la loro potenziale base azionaria nella ricerca di supportare modelli di business o tecnologie innovative per il futuro. Nel 2021 ci aspettiamo rendimenti almeno del 5%.

Infine, guardando ai paesi emergenti, i rendimenti attesi delle loro obbligazioni governative si attestano al 4,5% su un orizzonte d’investimento di 5-6 anni. Un’interessante ripresa del rendimento reale rispetto ai tassi reali medi dei mercati sviluppati spiega questa opportunità. Guardando al debito dei mercati emergenti, la combinazione del vaccino contro il Covid e la vittoria Biden-Harris rappresenta un catalizzatore positivo, con le banche centrali che costituiscono uno dei principali motori della performance. Queste istituzioni nei paesi emergenti hanno raggiunto la fase finale delle loro politiche accomodanti di taglio dei tassi. L’impatto negativo sulle valute dei paesi emergenti è stato dominante per gli investitori in euro nel 2020. Probabilmente assisteremo a un anno di rendimenti negativi. Tuttavia, il 2021 e oltre, è di buon auspicio, poiché ci aspettiamo che l’Emfx si stabilizzi e/o si rafforzi a seguito degli sforzi di riflazione globale da parte delle autorità monetarie e fiscali. Le valute dei paesi con tassi dei benchmark reali positivi guideranno lo slancio rialzista: Messico, Sudafrica, Indonesia, Malesia. In particolare: siamo costruttivi nei confronti dell’Ucraina e manteniamo un posizionamento opportunistico nei confronti della Tunisia. In Asia, apprezziamo paesi come l’Indonesia e la Malesia, e pensiamo che l’India rappresenti una buona opportunità di diversificazione. In Sud America ci aspettiamo che l’Uruguay e il Perù superino le aspettative a lungo termine.

Un approccio d’investimento globale e diversificato, con una maggiore allocazione al rischio obbligazionario emergente (governativo e creditizio) e settori obbligazionari resistenti all’inflazione, parla da sé. Il tempo è amico dell’investitore obbligazionario e proprio di tempo avranno bisogno le banche centrali perché i governi si riprendano da una catastrofe, come il Covid-19, che si verifica una volta ogni secolo.

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