Federated Hermes: stakeholder sempre più al centro delle governance aziendali

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Avatar di Stefano Fossati 21 Dicembre 2020 | 13:30

“Guardando agli interventi messi a punto da governi e imprese in risposta alla crisi, considerando i diversi gradi di confinamento che continuano a essere adottati in diversi Paesi e in diverse modalità, gli insegnamenti positivi non mancano di certo. Le lezioni apprese dalla pandemia si riveleranno indispensabili in futuro: la capacità di agire rapidamente in modo radicale, la cura e il rispetto per il benessere delle persone e dei colleghi e il riconoscimento che l’impegno in relazioni commerciali a lungo termine sia più importante rispetto ai benefici di breve periodo”. Ne è convinto Leon Kamhi, Head of responsibility per la divisione internazionale di Federated Hermes.

Secondo l’esperto, “se riusciremo tutti a garantire la coesione, riducendo al minimo insolvenze e licenziamenti legati alla pandemia, allora il 2021 potrà essere l’anno in cui le società metteranno in pratica programmi per affrontare le urgenti sfide sociali, tecnologiche e climatiche che si stanno rapidamente presentando. Tra queste, ad esempio, la riduzione delle emissioni nell’ambito di una transizione verso emissioni zero e indicare anche la dignità umana e il benessere tra le priorità di tutte le pratiche aziendali. Tali programmi dovrebbero anche prendere in considerazione le strategie per la tutela e il miglioramento dell’occupazione, a fronte del rapido cambiamento tecnologico in corso, e la garanzia che la tecnologia sia impiegata in modo da garantire la privacy dei dati, la salute mentale e il non-sfruttamento degli utenti. L’opinione dei clienti si sposterà più decisamente verso la costruzione di relazioni rispetto all’esecuzione di transazioni”.

Conclude Kamhi: “Quest’anno, inoltre, dovremmo aspettarci di vedere gli stakeholder assumere sempre più rilevanza nell’ambito della governance aziendale, storicamente guidata dagli azionisti. Nel 2021 spero anche di vedere società e asset manager allontanarsi dai luoghi comuni dell’Esg e dal cosiddetto greenwashing per passare a concreti interventi positivi che risolvano i problemi della collettività in modo pratico e significativo. Mi aspetto che le aziende che lo faranno saranno i futuri leader dell’industria”.

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