Scudo, altri diecimila evasori nascosti in Svizzera

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di Giacomo Berdini 14 Aprile 2010 | 10:45
La Procura di Torino sta per entrare in possesso di una lista contenente i nominativi di 10.000 italiani intestatari di un contro presso la filiale svizzera di HSBC.

Sotto i riflettori della cronaca ci sono altri diecimila evasori fiscali, questa volta inquadrati nel mirino della Procura di Torino, che sarebbe in procinto di appropriarsi di un elenco contenente circa 10.000 nominativi di italiani titolari di un conto corrente nella filiale ginevrina della banca britannica HSBC, elenco fornito a dei magistrati francesi da un ex dipendente dell’istituto.
Eric de Montgolfie, procuratore generale a Nizza, ieri ha infatti dichiarato di aver ricevuto la richiesta dei colleghi italiani di visionare l’elenco, e pare che da parte delle autorità francesi non vi sia alcun problema per condividere le informazioni.

Secondo quanto finora ipotizzato dalle autorità, buona parte dei conti in questione sarebbe già estinta, sia a causa della grande offensiva scagliata a livello internazionale contro i paradisi fiscali, sia per l’opportunità offerta dallo scudo fiscale. Tuttavia la Guardia di Finanza stima che la lista potrà fornire almeno un migliaio di nominativi di sospetti evasori, ma per averne una conferma bisognerà attendere l’esito delle verifiche.
Questi mille nominativi si andrebbero a sommare agli altri mille e settecento comparsi nel turbinio di liste ed elenchi che corrono per mezz’Europa, sui quali le Fiamme Gialle stanno già conducendo gli accertamenti. Trecento di questi appartengono alla cosiddetta “Lista Ubs“, anche quella partita dalla Svizzera, altri 576 nomi alla “Lista Pessina“, ritrovata a Chiasso nell’automobile dell’avvocato Fabrizio Pessina, e fino altri 700 nominativi circa riguardano persone fisiche e società che avevano residenza presso il Consolato della Repubblica di San Marino a Rimini.
Insomma la caccia grossa agli evasori è entrata nel vivo del suo slancio, mentre l’Agenzia delle Entrate è già alle prese con l’analisi degli elenchi di tutti gli italiani residenti a San Marino, nonché dei quasi 5mila questionari cui hanno risposto i contribuenti “a rischio” selezionati dall’Agenzia.

Bisogna comunque tener presente che molti di questi dati reperiti dalle autorità non potranno mai essere fatti valere in sede legale, né essere utilizzati come prova in un processo. Tuttavia la loro utilità consiste nell’individuare i soggetti da sottoporre a tutte le verifiche degli ispettori del fisco.

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