Grecia, il 68% dei tedeschi è contro il salvataggio

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di Giacomo Berdini 14 Aprile 2010 | 11:30
La Merkel cerca di prendere tempo in vista delle elezioni della zona nord del Reno, mentre la maggior parte del Paese respinge l’ipotesi di aiutare la Grecia. Intanto emerge un altro fattore politico, che vincolerebbe il versamento degli aiuti da parte di molte nazioni europee ad una previa approvazione del parlamento.

Ieri l’asta sui Bot greci, per un valore di circa 1,6 miliardi di euro, è andata bene, superando ampiamente le aspettative del mercato e registrando per i titoli a 26 settimane una domanda 6,5 volte superiore all’offerta.

Questa occasione è stata prontamente utilizzata dal cancelliere tedesco Angela Merkel per tornare a battere martello sul salvataggio della Grecia, nella speranza di poter schivare il colpo ed evitare di sborsare oltre 8 miliardi di euro.
La Merkel, infatti, sulla scia del buon risultato dell’asta, ha ribadito che al momento la Grecia non abbisogna di fondi, molto probabilmente con l’obiettivo di riuscire a rimandare il sostegno economico ad Atene a dopo le elezioni nella zona nord del Reno, previste per il 9 maggio.

La posizione del cancelliere, d’altronde, è comprensibile in luce dell’opposizione interna cui è andato incontro il piano di salvataggio della nazione ellenica.
Secondo un sondaggio riportato dal Wall Street Journal, infatti, il 68% dei tedeschi risulta contrario ad un intervento a favore della Grecia.

Ma in aiuto della Merkel, che sostanzialmente mira a guadagnare tempo, emerge un fattore politico che potrebbe ritardare l’attuazione del piano di salvataggio.
Diversi paesi dell’Unione Europea, infatti, prima di poter procedere all’erogazione dei fondi alla Grecia, necessitano di una preventiva approvazione del parlamento.

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