M&A, ecco i driver che spingeranno le operazioni nel 2021

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di Stefano Fossati 22 Dicembre 2020 | 15:00

“Il 2020 è stato un anno inaspettato e sorprendente per il risk arbitrage, un anno di sfide, ma con un finale positivo. A marzo ci siamo trovati di fronte a livelli di volatilità estremamente elevati che hanno portato gli spread del risk arbitrage ad allargarsi in modo significativo. È importante notare, tuttavia, che, nonostante le perdite siano state il doppio di quelle del 2008, non c’è stato un  aumento significativo delle interruzioni dei deal, a differenza di quanto accadde dodici anni fa”. E’ quanto notano Fabienne Cretin, Head of Risk Arbitrage e Stéphane Dieudonné, Senior Fund Manager di Candriam. Di seguito la loro analisi sul mercato M&A.

Al culmine della crisi a marzo, il flusso di M&A si è completamente bloccato e nei mesi successivi – praticamente fino ad aprile/maggio – non è stato annunciato alcun accordo. Questo è stato un evento raro, in quanto non si era mai verificato prima un arresto così brusco delle operazioni di M&A. Tuttavia, dai primi mesi dell’estate in poi, l’attività ha ripreso a crescere, lentamente in un primo momento, per acquisire slancio ad agosto e settembre, con una serie di deal che hanno riguardato tutti i segmenti dell’economia, soprattutto tra i titoli tecnologici e biotecnologici statunitensi. Sono state annunciate una serie di importanti operazioni in tutti i settori: ovviamente negli Stati Uniti, che è il principale mercato M&A, ma anche in Europa, in paesi come Svizzera, Francia e Regno Unito. Abbiamo visto anche una serie di nuove operazioni lanciate in Giappone e in Australia, che fino a oggi erano in ritardo rispetto alla media.

Riteniamo che il forte aumento del numero di operazioni osservato durante l’estate dovrebbe continuare fino al 2021. Il prossimo anno potrebbe poi rivelarsi un anno in cui le operazioni di M&A dovrebbero essere spinte da driver molto forti, trainate da un facile accesso al credito a basso costo, con condizioni di finanziamento molto interessanti per le aziende. L’innovazione tecnologica è l’altro fattore chiave che resta in gioco, incoraggiando le aziende a consolidare e a sfruttare nuove competenze, o a rilevare i concorrenti in altri segmenti di business. È nostra opinione che questi due fattori altamente stimolanti guideranno le operazioni di M&A nel 2021.

Ad oggi persiste quindi un forte slancio per investire in una strategia risk arbitrage. È infatti stata annunciata una serie di operazioni che consente un’ampia diversificazione del portafoglio che una delle ragioni principali del successo del risk arbitrage. È anche importante sottolineare che gli spread del risk arbitrage sono attualmente due o tre volte più ampi rispetto al periodo precedente la crisi sanitaria. Ciò, tuttavia, non significa che gli accordi siano più rischiosi di prima. Al contrario, sono molto simili a quelli annunciati prima della crisi. L’unica eccezione è data dal fatto che gli accordi di fusione sono stati adattati, cosicché le eventuali conseguenze della crisi sanitaria, o il suo potenziale aggravamento, sono ora completamente esclusi dall’accordo tra le due società, il che rende questi accordi ancora più sicuri.

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