Azionario, le A-share cinesi offrono buone opportunità di investimento

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di Stefano Fossati 29 Dicembre 2020 | 13:00

“Le A-share cinesi, azioni di società con sede nella Cina continentale, quotate in renminbi e scambiate sulle Borse di Shanghai e Shenzhen, hanno aperto una strada agli investitori internazionali che vogliono partecipare al terzo più grande mercato azionario al mondo per capitalizzazione con circa 3.800 società quotate di grandi, medie e piccole dimensioni. Prima della loro introduzione, gli operatori non cinesi potevano investire in H-share che davano accesso unicamente alle società quotate a Hong Kong, che comprendevano principalmente società statali o private della Cina continentale, oltre ad alcune note Adr cinesi scambiate sulle borse Usa, (circa 170 società, tra cui Alibaba e JD.com). Le A-share possono quindi offrire agli investitori importanti vantaggi in termini di diversificazione in quanto forniscono accesso a un’ampia gamma di società cinesi orientate al mercato interno la cui performance non dipende dai ricavi esteri”. Lo sottolinea Jan Boudewijns, Head of Emerging Markets Equity di Candriam. Di seguito la sua analisi.

Negli ultimi anni le A-share sono state messe a disposizione dei grandi investitori istituzionali occidentali attraverso i programmi Qualified Foreign Institutional Investor (Qfii) e Renminbi Qualified Foreign Institutional Investor (Rqfii) e i programmi Shanghai & Shenzhen-Hong Kong Stock Connect Schemes. Il volume medio giornaliero degli scambi sulle A-share cinesi dalla Borsa di Hong Kong (northbound) è cresciuto di oltre 14 volte, passando da 5,9 miliardi di dollari di Hong Kong nel primo trimestre del 2017 a 85 miliardi nel primo trimestre del 2020 (fonte: Hong Kong Exchanges and Clearings a fine marzo 2020). Nel giugno 2019, Sse e London Stock Exchange (Lse) hanno lanciato Shanghai-London Connect, una collaborazione che può potenzialmente attrarre in futuro un maggior afflusso di capitali esteri verso i mercati azionari cinesi.

Mentre gli indici globali hanno iniziato a includere le A-share, le società della Cina continentale non devono soddisfare gli stessi standard elevati di governance di quelle quotate sulla Borsa di Hong Kong. Questo, così come le relativamente poche ricerche a coprire questi titoli, indica che una gestione attiva, piuttosto che un investimento basato su indici, è il metodo più redditizio per investire in questo mercato.

Ci sono anche altre caratteristiche che rendono particolarmente interessanti le A-share per gli stock picker. Gli investitori retail rappresentano attualmente circa l’80% del mercato A-share e, di conseguenza, si tratta di un mercato con un buon volume di scambi e con un livello di volatilità superiore alla media. Il mispricing creato da questa volatilità è un altro fattore di attrazione per gli stock picker, che possono individuare opportunità di investimento basate sulle valutazioni.

Inoltre, mentre lo Stato possiede circa un quarto delle imprese ed esercita influenza e controllo in molte sfere dell’economia, se confrontato con le H-share di Hong Kong, il mercato delle A-shares della Cina continentale offre accesso a una più ampia selezione di aziende private nei settori IT, Tecnologia, Sanità e Consumer. Ed è qui che si trova la maggior parte delle opportunità di investimento.

Sul fronte Esg infine osserviamo che questi fattori stanno diventando sempre più importanti per le aziende della Cina continentale. Questo è particolarmente vero per quegli operatori leader del settore che hanno livelli di investimenti esteri più elevati, anche se c’è ancora molto margine di miglioramento sia dal punto di vista aziendale che normativo. La spinta è venuta in particolare dagli obiettivi di neutralità carbonica entro il 2060 previsti dall’Accordo di Parigi e dal conseguente grande impulso per energia pulita e veicoli elettrici, nonché dalle misure antitrust recentemente annunciate per internet e l’e-commerce.

Siamo fiduciosi che le A-share continueranno a offrire agli investitori internazionali accesso a un mercato importante e in crescita.

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