Aim Italia, 23 Ipo nel 2020. Prorogato al 2021 il credito d’imposta per la quotazione delle Pmi

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Avatar di Stefano Fossati 4 Gennaio 2021 | 13:00

Nel 2020 il mercato Aim Italia non si è fermato: sono state 23 le nuove quotazioni sul mercato dedicato alla crescita delle Pmi rispetto al record segnato nel 2020 (35 quotazioni). Nel primo semestre dell’anno, per effetto dell’emergenza Covid-19, le Ipo su Aim hanno subito un rallentamento, con un’inversione di tendenza a partire da agosto, richiamando 18 nuove Ipo e 2 ammissioni. Il taglio medio delle operazioni su Aim nel 2020 ha raggiunto i 6,5 milioni di euro di raccolta di capitale, superando il dato delle Ipo del 2019 (5,9 milioni di euro) con una dimensione aziendale pari a 21 milioni di euro in termini di fatturato medio e 24 milioni di euro in termini di capitalizzazione da Ipo. Le regioni che hanno contribuito maggiormente ai nuovi collocamenti sono state la Lombardia con il 38%, il Lazio con il 33%, l’Emilia-Romagna e il Piemonte rispettivamente con il 10%. Il 2020 ha visto la nascita del nuovo segmento Aim Professional, dedicato a startup e scaleup che conta 3 oggi nuove società. Con la proroga del credito di imposta sui costi di quotazione, per il 2021 ci attendiamo un nuovo impulso alle Ipo di Pmi grazie all’ulteriore stanziamento del governo pari a 30 milioni di euro. Come Ipo Advisor il 2021 ci vedrà attivi strategicamente nel percorso di affiancamento alla quotazione di Pmi”. Così Anna Lambiase, fondatore e Ceo di IR Top Consulting, boutique finanziaria specializzata sui capital markets e nell’advisory per la quotazione, Ipo Partner di Borsa Italiana, analizza il mercato Aim Italia e le quotazioni nel 2020 e traccia le prospettive per l’anno appena iniziato.

Aim Italia, focus sulle Ipo del 2020

Aim Italia ha evidenziato il maggior numero di collocamenti rispetto al mercato principale (Mta), nonostante gli effetti dell’emergenza Covid-19, confermando il trend registrato negli ultimi anni. Nel 2020 il mercato per la crescita delle Pmi conta 23 ammissioni, di cui 21 nuove Ipo e 2 altre ammissioni, in ridimensionamento rispetto al 2019 (35 quotazioni, di cui 31 Ipo e 4 ammissioni post business combination). I collocamenti si sono concentrati nella seconda metà dell’anno, principalmente tra ottobre e dicembre. In particolare, sono approdate sul listino dedicato alla crescita delle Pmi: Planetel, eViso, Convergenze, Mit Sim (Aim Professional), Igeamed (Aim Professional), Tenax International, Comal, Promotica, Tecma Solutions, Euro Cosmetic, Osai Automation System, Trendevice, Esi, Labomar, Reti, Fenix Entertainment (Aim Professional), Sourcesense, Fabilia Group, Cy4gate, Sebino, Unidata. Inoltre, sono state ammesse 2 società a seguito di operazioni di fusione con società precedentemente quotate sul listino: Franco Umberto Marmi (business combination con TheSpac) e Industrie Chimiche Forestali.

Le 21 nuove Ipo hanno raccolto 136 milioni di euro (207 milioni di euro nel 2019). La capitalizzazione totale in Ipo è pari a 513 milioni di euro. La raccolta media delle Ipo nel 2020 è stata pari a 6,5 milioni di euro, superiore al 2019 (5,9 milioni di euro[2] in media) e il flottante in Ipo è stato pari al 25%, in linea con il dato registrato dalle Ipo nel 2019 (24%). Le nuove Ipo provengono per il 38% dalla Lombardia, il 33% dal Lazio, il 9,5% dall’Emilia Romagna e il 9,5% dal Piemonte. Seguono Veneto e Campania, ciascuna rispettivamente con 1 IPO (4,8%). In termini di raccolta di capitali, si collocano ai primi posti Lazio (32%), Lombardia (29%) e Veneto (22%).

Tabella – Ipo 2020 per regione

Regione  N. Ipo  % Raccolta (Eu m)  %
Lombardia 8 38,1% 39,6 29%
Lazio 7 33,3% 43,2 32%
Emilia-Romagna 2 9,5% 4,0 3%
Piemonte 2 9,5% 16,7 12%
Veneto 1 4,8% 29,9 22%
Campania 1 4,8% 2,8 2%
Totale 21 100% 136,2 100%

Fonte: Osservatorio Aim, IR Top Consulting, aggiornamento al 30 dicembre 2020

Il 76% delle nuove Ipo si concentra su 4 settori, secondo la classificazione elaborata dall’ufficio studi IR Top Consulting: Tecnologia (5 aziende, 24%), Servizi (5 aziende, 24%), Energia ed Energie Rinnovabili (3, 14%), Telecomunicazioni (3, 14%) e Industria (2, 10%), seguono Media & Entertainment, Finanza ed Healthcare (rispettivamente con 1 azienda, 5%). Presentano ricavi medi pari a 21 milioni di euro. 8 società (38% sul totale Ipo) sono Pmi innovative. L’utilizzo del capitale in quotazione ha riguardato principalmente a 3 linee di sviluppo: il rafforzamento delle attività di R&D, l’espansione su mercati internazionali e l’incremento della capacità produttiva. Dalla data di quotazione, la performance media delle Ipo 2020 è stata del +42%.

Ipo e ammissioni Aim Italia nel 2020

Ipo Aim 2020 Raccolta (Eu m) Data Ipo Settore Regione
Planetel 7,5 30/12/20 Telecomunicazioni Lombardia
eViso 9,0 30/12/20 Energia ed Energie Rinnovabili Piemonte
Convergenze 2,8 30/12/20 Telecomunicazioni Campania
Mit Sim 2,4 28/12/20 Finanza Lombardia
Igeamed 0,4 22/12/20 Servizi Lazio
Tenax International 2,2 18/12/20 Industria Emilia Romagna
Comal 8,0 16/12/20 Energia ed Energie Rinnovabili Lazio
Promotica 4,2 27/11/20 Servizi Lombardia
Tecma Solutions 8,5 09/11/20 Tecnologia Lombardia
Euro Cosmetic 8,2 06/11/20 Industria Lombardia
Osai Automation System 7,7 03/11/20 Tecnologia Piemonte
Trendevice 2,7 27/10/20 Servizi Lombardia
Esi 3,0 26/10/20 Energia ed Energie Rinnovabili Lazio
Fenix Entertainment 1,5 14/8/20 Media Lazio
Labomar 29,9 5/10/20 Healthcare Veneto
Reti 2,5 10/9/20 Tecnologia Lombardia
Sourcesense 3,5 12/8/20 Tecnologia Lazio
Fabilia Group 1,7 11/8/20 Servizi Emilia Romagna
Cy4gate 21,1 24/6/20 Tecnologia Lazio
Sebino 3,6 19/6/20 Servizi Lombardia
Unidata 5,7 16/3/20 Telecomunicazioni Lazio
Media 6,5
Somma 136,2
Ammissioni 2020 Data ammissione Settore Regione
Franchi Umberto Marmi 05/10/20 Industria Toscana
Industrie Chimiche Forestali 31/07/20 Industria Lombardia

Fonte: Osservatorio Aim – IR Top Consulting, aggiornamento al 30 dicembre 2020

Nel 2020 si sono realizzati 5 passaggi sul mercato principale, 1 Opa, 9 delisting/revoche.

Performance società e indici (dati aggiornati al 29 dicembre 2020, fonte Factset)

Le prime 25 società Aim che hanno registrato la migliore performance nel 2020 sono:

Società Aim Perf. % 2020
Relatech 226%
Cy4Gate* 175%
Sciuker Frames 167%
Digital Value 117%
Osai Automation System* 116%
Digital360 99%
Sourcesense* 88%
Blue Financial Communication 88%
Innovatec 82%
Tenax International* 76%
Farmaè 72%
Intred 70%
Tecma Solutions* 63%
Comal* 62%
Italian Wine Brands 60%
Portobello 59%
Cyberoo 54%
Unidata* 50%
Fenix Entertainment* 50%
Esi* 47%
Igeamed* 40%
Sebino* 36%
Renergetica 35%
Confinvest 33%

Fonte: Osservatorio Aim – IR Top Consulting, aggiornamento al 29 dicembre 2020, per le quotazioni 2020.
* performance da Ipo

Nel 2020 i principali indici hanno registrato le seguenti performance:

• Ftse Aim Italia: -7%

• Ftse Small Cap: -4%

• Ftse Star: +14%

• Ftse Mid Cap: -5%

• Ftse Mib: -5%

Dal minimo registrato al 12 marzo 2020, gli indici hanno segnato un recupero:

• Ftse Aim Italia: +19%

• Ftse Small Cap: +50%

• Ftse Star: +71%

• Ftse Mid Cap: +46%

• Ftse Mib: +50%

Il mercato Aim Italia nel 2020

Il mercato Aim, che ha registrato negli ultimi anni il maggior numero di collocamenti, conta, al 30 dicembre 2020, 138 società con un giro d’affari nel 2019 pari a 5,3 miliardi di euro, una capitalizzazione di 5,8 miliardi di euro e una raccolta di capitali in Ipo di oltre 3,9 miliardi di euro, di cui, in media, il 93% proveniente da nuova emissione di titoli. La raccolta è superiore a 4,8 miliardi di euro includendo le operazioni sul secondario. I settori più importanti in termini di numero di società sono: Tecnologia (20%), Industria (17%) e Media (14%). Le regioni maggiormente presenti su Aim sono: Lombardia (38%), Emilia-Romagna (14%), Lazio (14%) e Veneto (7%). Il mercato Aim conta 56 Pmi innovative. Dal 2009 sono approdate oltre 200 società.

Proroga del credito di imposta per le Ipo 2021

Il bonus per l’Ipo nella forma del credito d’imposta sul 50% delle spese di consulenza sostenute per la quotazione in Borsa delle Pmi è stato prorogato per un ulteriore anno. La misura, che agevola l’accesso delle imprese al mercato dei capitali, vede lo stanziamento di ulteriori 30 milioni di euro per le imprese che iniziano una procedura di ammissione alla quotazione fino al 31 dicembre 2021. I principali elementi del cdi sono: importo massimo di 500mila euro ad azienda, soggetti destinatari Pmi italiane secondo la definizione dell’Unione Europea, che si quotano sui mercati regolamentati e non regolamentati in Italia e in Europa.

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