Fintech, tre aree chiave per la crescita nel 2021

A
A
A
Avatar di Stefano Fossati 7 Gennaio 2021 | 14:00

“Nel giro di pochi anni, il Fintech è passato dall’essere una tipologia d’investimento di nicchia a una delle tematiche più ambite dagli investitori azionari. La maggior parte dei trend strutturali sottostanti si è sviluppata molto più velocemente di quanto inizialmente previsto. Per esempio, il già rapido passaggio dalle transazioni in contanti ai pagamenti elettronici è stato ulteriormente accelerato dalla pandemia di Covid-19, poiché le misure adottate per limitare il contagio hanno ostacolato le tradizionali attività di vendita al dettaglio e dato impulso all’e-commerce a livello globale”. E’ quanto osserva Patrick Lemmens, Portfolio Manager Global FinTech Equities di Robeco. Di seguito la sua analisi sul Fintech.

Negli ultimi anni è anche venuta meno la centralità degli Stati Uniti nel settore, che hanno perso peso a vantaggio dei colossi asiatici emergenti, cioè della Cina e dell’India. In questi Paesi il Fintech beneficia di diversi stimoli positivi, tra cui l’assenza di un’infrastruttura pregressa, un’elevata diffusione degli smartphone e l’approccio dei governi che vedono il settore fintech come uno strumento per favorire l’inclusione finanziaria.

Nei prossimi anni vediamo tre aree chiave per la crescita. In primis, l’accelerazione dei pagamenti digitali si traduce in enormi opportunità per il settore. In secondo luogo, la necessità per le banche tradizionali di passare al digitale dovrebbe sostenere la domanda di aziende fintech che offrono prodotti in grado di favorire questa transizione. In ultimo, il crescente accesso ai servizi finanziari online in Cina e in India dovrebbe alimentare la domanda di fintech in questi due Paesi.

Accelerazione della crescita dei pagamenti digitali

La crisi del Covid-19 ha accelerato l’ascesa strutturale delle operazioni non in contanti osservata nei passati decenni, poiché il distanziamento sociale ha dato una spinta all’ecommerce. Negli Stati Uniti, durante il lockdown generalizzato della primavera 2020 la penetrazione dell’ecommerce come percentuale delle vendite al dettaglio è balzata dal 16% al 27% in appena otto settimane. Il dato va confrontato con la crescita molto più contenuta, dal 5% al 16%, dei 10 anni precedenti.

Questa accelerazione crea enormi opportunità per i pagamenti digitali, non solo nei Paesi sviluppati ma anche in quelli emergenti, dove fette importanti della popolazione stanno passando direttamente dal denaro contante ai portafogli digitali. L’ecommerce non è una novità per questi Paesi, ma le migliori tecnologie e l’aumento della fiducia dei consumatori negli acquisti online stanno favorendo la transizione.

La Cina e l’India diventeranno leader

I mercati emergenti, che tradizionalmente soffrono una limitata disponibilità di servizi finanziari, stanno traendo grande beneficio dalle nuove tecnologie del settore finanziario. Il mondo del Fintech trova la sua naturale collocazione in questi mercati, dove la penetrazione dei servizi bancari e assicurativi è bassa. La Cina e l’India, per esempio, hanno sviluppato sofisticati ecosistemi Fintech locali.

In Cina, l’ascesa di aziende come Ant Group e WeBank dimostra come la mancanza di infrastrutture classiche – banche tradizionali e metodi di pagamento convenzionali – non sia necessariamente un male per l’industria del Fintech. In India, la rapida demonetizzazione ha innescato una rivoluzione fintech e spinto molte startup e società a investire nello sviluppo di attività fintech.

Le banche diventano completamente digitali

Negli ultimi anni, le banche tradizionali hanno effettuato grandi investimenti in IT per migliorare l’esperienza dei clienti nell’ultimo miglio. Tuttavia, le operazioni di middle e back-office non supportate causano ancora livelli di soddisfazione bassi nei clienti. Pertanto le banche dovranno collaborare con le aziende fintech, per ampliare la base clienti e le competenze normative, oltreché soluzioni informatiche di alto livello, dove queste ultime hanno una forte esperienza.

Un altro settore in cui la domanda da parte degli operatori tradizionali è destinata ad aumentare è quello della sicurezza informatica. Questa esigenza è amplificata dal crescente numero di attacchi informatici. Nei primi quattro mesi del 2020, per esempio, una recente indagine dell’Interpol ha rilevato circa 907mila messaggi spam, 737 incidenti attribuiti a malware e 48mila domini dannosi, tutti associati al Covid-19.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Banche e gestito, i conti in tasca ai grandi manager

Credem, una pioggia di nuove assunzioni

Banche, Sileoni vuole lo stop alla regola del conto corrente in rosso

NEWSLETTER
Iscriviti
X