Elezioni Usa, via libera ai piani democratici. Ma in versione “light”

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Avatar di Stefano Fossati 7 Gennaio 2021 | 19:00

I Democratici hanno ottenuto il controllo effettivo del Senato, il che ha fornito una solida base per l’attuazione del programma legislativo. I mercati finanziari si concentreranno sulle prospettive di maggiori stimoli fiscali negli Stati Uniti, a breve termine, e di un aumento delle tasse in seguito. Al di là della politica fiscale, l’attenzione degli investitori si sposterà ora verso altre aree dell’agenda politica dei Democratici, come la spesa per le infrastrutture, gli aumenti dei salari minimi e un maggiore intervento normativo in una serie di settori chiave. Tuttavia, dato che l’attuazione della legislazione in molte aree richiederà ancora 60 voti per passare al Senato, sembra giusto aspettarsi una versione più light del programma di politica democratica, piuttosto che la versione più radicale”. E’ quanto prevede Paul O’Connor, responsabile del team Multi-Asset di Janus Henderson Investors dopo il voto in Georgia. Di seguito la sua visione.

Un ripulisti democratico dovrebbe risollevare le aspettative di crescita degli Stati Uniti, con conseguenze abbastanza ovvie per i rendimenti obbligazionari. Per i titoli azionari le implicazioni sono più complicate, con il previsto incremento del Pil che sarà in qualche modo controbilanciato da un aumento delle tasse e da una maggiore ingerenza regolamentare. In termini generali, i titoli value e i ciclici dovrebbero essere favoriti rispetto ai titoli growth, ai titoli “momentum” e a molti dei vincitori dell’era del coronavirus.

Paradossalmente, ciò che sembra una buona notizia per l’economia statunitense è probabilmente una cattiva notizia per la performance relativa dei titoli statunitensi. Questo perché la prospettiva di un aumento delle tasse sulle società, di rendimenti obbligazionari più elevati e le preoccupazioni per l’ingerenza normativa peseranno maggiormente sui media, sulla tecnologia e sui colossi delle comunicazioni che dominano gli indici statunitensi. I titoli Usa registrano una performance inferiore a quella del mercato globale dallo scorso agosto. Ci aspetteremmo che un ripulisti democratico estenda questa tendenza, favorendo una rotazione dai titoli statunitensi verso i mercati emergenti e verso l’Europa.

Mentre in giorni come questo è un sollievo concentrarsi su qualcosa di diverso dal coronavirus, dobbiamo ricordare che è comunque probabile che questo rimanga il motore dominante dei mercati mondiali per molti mesi a venire. Quando, sul fronte elettorale, si saranno calmate le acque, l’attenzione sarà inevitabilmente richiamata agli sviluppi sul fronte sanitario. La velocità di diffusione della nuova variante del coronavirus nel Regno Unito nelle ultime settimane rimane piuttosto preoccupante. Finora questa variante è stata rilevata solo in piccole quantità al di fuori delle isole britanniche, qualsiasi prova che stia guadagnando slancio in altri Paesi sarebbe uno sviluppo inquietante, che potrebbe rapidamente travolgere le conseguenze di mercato del voto del Senato.

Schroders: aumentano le possibilità di una ripresa globale a “V”

Secondo Keith Wade, Chief Economist and Strategist di Schroders, “le scene inquietanti dei manifestanti all’assalto di Capitol Hill ieri hanno inasprito la vittoria, ma resta il fatto che il Partito Democratico ora detiene il controllo sia del Senato che della Camera dei Rappresentanti per la prima volta dal 2009“.

I Democratici ora controllano il Congresso e sono in condizione di implementare molti dei punti dell’agenda del Presidente eletto Joe Biden. L’impatto nel breve termine sarà una maggiore spesa fiscale, con Biden che ha già descritto il recente provvedimento da 900 miliardi di dollari come un “anticipo”. Ci aspettiamo una legge rafforzata che preveda l’aumento da 600 a 2mila dollari degli assegni che gli americani riceveranno, l’estensione di sussidi di disoccupazione più elevati (da marzo a giugno) e l’aumento della spesa degli Stati e dei governi locali. Ciò potrebbe aggiungere altri 900 miliardi di dollari alla spinta fiscale.

Guardando più avanti, facendo riferimento ail programma elettorale dei Democratici, è anche probabile un disegno di legge sulle infrastrutture, con particolare enfasi sull’energia pulita. Tuttavia, possiamo anche aspettarci aliquote fiscali più elevate, soprattutto sul settore corporate, che peseranno sui profitti.

Il nostro scenario base precedente prevedeva un Congresso diviso, quindi rivedremo al rialzo le nostre previsioni economiche per quest’anno e il prossimo in scia alla vittoria democratica.

Stiamo ancora vivendo un inverno difficile, con i casi di Covid-19 in aumento, e dovremo valutare anche i dettagli degli stimoli fiscali. Detto questo, i moltiplicatori suggeriscono di aggiungere un punto percentuale al Pil Usa per quest’anno e il prossimo. Ciò porterebbe le nostre stime al +4,8% per il 2021 e +4,5% per il 2022, in rialzo dai +3,8% e +3,5% precedenti.

Una tale crescita ridurrebbe la disoccupazione e chiuderebbe più rapidamente l’output gap, provocando a sua volta una maggiore pressione inflazionistica. Di conseguenza, prevederemmo un aumento più precoce del target della Fed sui tassi di interesse, potenzialmente nel 2023 invece che nel 2024.

Sebbene gli eventi di ieri notte mostrino che i rischi per una transizione tranquilla permangono, conclude Wade, le probabilità di una netta ripresa globale a “V” sono aumentate.

Ubp: le conseguenze della vittoria dei Democratici per gli investitori

Norman Villamin, Chief Investment Officer Wealth Management di Union Bancaire Privée (Ubp) sottolinea invece che “il ritardo e il margine stretto con cui i Democratici hanno preso il controllo del ramo legislativo è un fattore importante per gli investitori. Se il Presidente eletto Biden avesse vinto la Casa Bianca e se si fosse verificata l’attesa ‘Onda Blu’, la politica degli Stati Uniti avrebbe potuto essere più ridistributiva che fondata sugli stimoli, con la proposta di finanziare la spesa fiscale con un aumento quasi simultaneo delle tasse sulle imprese e delle imposte sui redditi più elevati, il che avrebbe probabilmente significato imitare gli errori commessi dal Giappone nelle sue battaglie deflazionistiche”.

All’amministrazione Biden viene invece offerta la copertura politica della “budget reconciliation” che consente di far passare le misure fiscali e di spesa se finanziate tramite nuove tasse o compensazioni di spesa entro un periodo di 10 anni.

Per assicurarsi il controllo di entrambi i seggi in Georgia, i Democratici si sono impegnati a incrementare gli aiuti economici, portando gli assegni di sostegno personale da 600 a 2mila dollari, fornendo alle famiglie un supporto di 300-450 miliardi di dollari come era già stato fatto a febbraio e guadagnando così tempo sia per l’implementazione della campagna vaccinale sia per finalizzare le priorità di spesa, compresi i programmi per le infrastrutture e l’energia pulita previsti per aprile-maggio. Il Presidente eletto Biden e i Democratici al Congresso hanno ora una copertura politica per cercare di anticipare la spesa nel 2021 e spingere gli aumenti delle tasse che serviranno a finanziare i programmi nell’arco dei prossimi 10 anni. Gli investitori dovrebbero quindi aspettarsi un anticipo della spesa fiscale e un posticipo delle riforme fiscali rispetto a quanto previsto in precedenza.

Ethenea: verso un aumento della volatilità sulle Borse Usa

Per Andrea Siviero, Investment Strategist di Ethenea Independent Investors, infine, “la sorprendente doppia vittoria dei democratici nelle elezioni per i due seggi cruciali della Georgia al Senato potrebbe generare volatilità sul mercato azionario americano. Dopo le elezioni di novembre, i mercati hanno reagito positivamente alla prospettiva di un Presidente democratico e un Congresso diviso, che avrebbe impedito all’amministrazione Biden di varare alcuni dei provvedimenti più controversi, come la retromarcia sui tagli delle tasse per le imprese o l’introduzione di norme antitrust più severe. Uno scenario che era già prezzato nelle previsioni di mercato”.

La nuova affermazione dei democratici adesso dovrebbe spingere la volatilità sui mercati e la notizia positiva di uno stimolo fiscale più generoso potrebbe essere annullata dai rischi di un aumento delle tasse sulle imprese. La spallata dei democratici, padroni della presidenza e di entrambe le camere, potrebbe spingere i titoli ciclici e ampliare la rotazione dalle azioni growth, che caratterizzano soprattutto il Nasdaq, a quelle value, tipiche del Dow Jones e delle piccole e medie aziende dell’indice Russell 2000, dato che il programma di stimolo di Biden è finalizzato alla ripresa economica e al sostegno dei settori ciclici. Inoltre, ci aspettiamo una risalita dei tassi dei titoli di Stato Usa, legata alle attese per uno stimolo fiscale più ampio e a un incremento delle emissioni pubbliche.

Con l’equilibrio 50 a 50 al Senato, il voto decisivo spetterà al nuovo vicepresidente Kamala Harris. Per far passare i provvedimenti più divisivi, i Democratici dovranno assicurarsi che la compagine dei loro senatori rimanga compatta e questo crea comunque qualche incertezza, che si rifletterà nell’andamento dei mercati.

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