Come convivere con la volatilità sui mercati del reddito fisso

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Avatar di Stefano Fossati 11 Gennaio 2021 | 12:30

“Il principale driver dell’anno scorso è stato senza dubbio la pandemia, insieme ai suoi effetti sulla società. La velocità e l’ampiezza dei movimenti sarebbero state comunque inferiori se non avessimo cominciato il 2020 in una condizione così precaria. Dopo anni di intervento della banca centrale e di peggioramento delle condizioni di credito sottostanti, abbiamo registrato più di un conto in sospeso in alcuni settori, dato che le difficoltà hanno portato a situazioni di emergenza e di perdita. È per questo motivo, quindi, che continuo a essere convinto che la volatilità dei mercati del reddito fisso andrà avanti“. E’ l’opinione di Andrew Jackson, Head of Fixed Income per la divisione internazionale di Federated Hermes. Di seguito la sua visione.

L’universo del reddito fisso sembra ben posizionato per il 2021 dal punto di vista tecnico in base a quasi tutti i parametri. I titoli di Stato dei Paesi sviluppati offrono rendimenti prossimi allo zero (e spesso negativi) e chiaramente una minor difesa contro futuri shock, mentre i mercati azionari sembrano offrire un rendimento in prospettiva molto più basso rispetto a quelli dell’ultimo decennio. In questo contesto, e nonostante la sostanziale debolezza dei rendimenti su base storica, il valore del premio per il rischio di credito e del premio per illiquidità è significativo offrendo un eccellente valore corretto per il rischio. Inoltre, il reddito fisso rimane una delle asset class in cui è ancora possibile estrarre alfa significativamente. E ancora, all’interno dei segmenti sottostanti ci sono correnti e trend che rendono estremamente preziosa una visione d’insieme più flessibile. La nostra view sui fondamentali è meno positiva rispetto a quella di natura tecnica ed è soprattutto per questo motivo che non possiamo tralasciare anche rischi negativi sui mercati del reddito fisso.

Nella maggioranza dei casi pensiamo che l’adozione di una certa prudenza nell’allocazione del rischio sarà sempre una buona prima linea di difesa contro i movimenti cui assisteremo, ma ci troviamo anche a fronteggiare ipotesi di lungo periodo in un contesto più ampio in divenire. La migliore prova di ciò è che prevediamo che il 2021 sarà un anno in cui i tassi di default saranno un po’ al di sopra delle medie storiche, ma con tassi di recupero significativamente al di sotto della media.

Infine il 2021, come l’anno scorso e come ogni anno prima ancora negli ultimi decenni, sarà un anno che premierà la qualità del sottostante, la prudenza e l’attenzione.

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