Il risiko crea opportunità nel capitale bancario europeo

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di Stefano Fossati 11 Gennaio 2021 | 18:30

“Il profondo shock economico legato alla pandemia da Covid-19 ha rappresentato uno stress test molto severo per le banche europee e i cambiamenti apportati dopo la crisi finanziaria globale e la crisi del debito dell’Eurozona. Gli istituti europei hanno dimostrato di essere una fonte di stabilità, continuando a fornire finanziamenti a famiglie e imprese, oltre che a rappresentare un canale per il supporto politico all’economia più in generale”. E’ quanto osserva David Riley, Chief Investment Strategist di BlueBay Asset Management. Di seguito la sua analisi.

Nonostante lo stress dovuto a crescenti perdite legate ai prestiti e al calo dei profitti, il settore bancario si è dimostrato resiliente, mettendo in luce il profondo rafforzamento dei fondamentali avvenuto nell’ultimo decennio e riflesso in un capitale Cet1 delle banche europee quasi raddoppiato, al 16%, oltre che nel miglioramento delle pratiche di risk management e nell’ampia liquidità.

A nostro avviso, le banche sono ben posizionate per beneficiare di un dispiegamento del vaccino più efficace e rapido del previsto. L’outlook economico è meno esposto al rischio di ondate future di contagi e la qualità degli asset si sta riprendendo. La prospettiva di una curva più ripida dovrebbe sostenere ulteriormente le aspettative per gli utili bancari e probabilmente sarà seguita da un allentamento delle restrizioni sulla distribuzione del capitale.

Crediamo che la sfida principale per il settore bancario europeo man mano che il Covid verrà superato sia la bassa profittabilità. Ma i management, i regolatori e i politici sono consapevoli del bisogno di consolidamento per aumentare l’efficienza, ridurre i costi e migliorare la profittabilità. Le attività di M&A forniranno agli investitori attivi nel capitale bancario europeo ottime opportunità di alpha e miglioreranno i fondamentali di lungo termine del settore.

A nostro avviso, il capitale bancario come asset class è chiaramente prezzato in modo inadeguato. Per illustrare questo, basta vedere come l’indice JP Morgan Euro Coco/AT1 ora renda circa il 4% e alcuni dei coco bond delle banche ‘campioni nazionali’ rendono tra il 5% e il 6%, contro un rendimento medio di poco più del 2% sulle obbligazioni societarie europee con rating BB.

La nostra view sull’asset class è positiva sia dal punto di vista dei fondamentali che delle valutazioni, ma come sempre è cruciale che gli investitori selezionino attentamente le banche e gli strumenti in base ai fondamentali dell’emittente e ai termini dello strumento stesso.

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