Digital360 incrementa ricavi ricorsivi e margini e rilancia in vista del post-Covid. L’analisi di Market Insight

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di Stefano Fossati 14 Gennaio 2021 | 12:30

A cura di Market Insight

In un contesto sfidante, determinato dell’emergenza sanitaria, Digital360 ha saputo indirizzare la propria offerta verso la crescente richiesta di servizi digitali e remotizzati, accelerando la transizione verso un modello di business “as a service” in grado di incrementare i ricavi ricorsivi. Dinamica che ha consentito di compensare il calo dei ricavi riconducibili all’organizzazione di eventi in presenza e migliorare nettamente la marginalità. Una strategia apprezzata sia dagli analisti, che hanno ribadito i giudizi di acquisto sul titolo e alzato le stime, sia dal mercato, con il titolo che viaggia sui massimi storici. Il tutto con la prospettiva di ripristinare, una volta passata l’emergenza, la quota di fatturato persa nel 2020, mantenendo nel contempo i vantaggi determinati da un definitivo cambiamento nell’approccio al digitale da parte delle aziende italiane.

 

Modello di business

Il modello di business del gruppo Digital360 si articola in due divisioni fortemente sinergiche, Demand Generation e Advisory.

La prima consente alle “tech company” (vendor, software house, system integrator) di posizionarsi online ed entrare in contatto con nuovi clienti, imprese e pubbliche amministrazioni interessati a progetti di trasformazione digitale.

 

L’attività di Advisory, invece, guida aziende di qualsiasi settore nella definizione della propria roadmap e nella costruzione di una strategia di implementazione del digitale, la cui realizzazione viene demandata a tech company specializzate.

Grazie anche al proprio network di portali online dedicati alle tecnologie digitali (il più grande in Italia), con milioni di utenti unici mensili, Digital360 può sfruttare la propria piattaforma e le sinergie con l’attività di Demand Generation per profilare i manager e imprenditori che cercano e trovano online i contenuti diffusi dal gruppo milanese, con l’obiettivo di convertirli in clienti per l’Advisory&Coaching. Allo stesso tempo, la “Demand Generation” può contare sugli esperti dell’Advisory&Coaching per produrre contenuti più specializzati.

Negli ultimi due anni Digital360 ha accelerato gli investimenti per sviluppare un nuovo business model, fortemente basato sull’ingegnerizzazione e sul passaggio da servizi “una tantum” a servizi “a sottoscrizione”, con schemi di tariffazione mensile in grado di assicurare ricavi ricorrenti. I team multidisciplinari di esperti digitali lavorano sempre più secondo una logica “as a service”, gestendo più progetti in parallelo, per garantire know-how altamente professionale in modo flessibile e a costo contenuto.

Lato Advisory, i servizi ad abbonamento consentono a Digital360 di superare i limiti di scalabilità e costo dei modelli classici di consulenza, espandendosi verso quelle migliaia di piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del tessuto produttivo italiano e che hanno fortemente bisogno di innovazione tecnologica a costi contenuti.

Per quanto riguarda la Demand Generation, il modello “as a service” permette di soddisfare molteplici fornitori tecnologici di piccole e medie dimensioni, non in grado di internalizzare le risorse umane specializzate necessarie per svolgere le attività di marketing e di lead generation online.

Clicca qui per leggere l’analisi completa

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