Ubs: costruttivi sui titoli di Stato italiani nonostante la crisi di governo

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di Stefano Fossati 14 Gennaio 2021 | 18:30

Italia Viva si ritira dal governo. In una conferenza stampa mercoledì Matteo Renzi, leader di IV, ha annunciato le dimissioni dei due ministri del suo partito per diversi disaccordi. Il partito ha criticato il governo per non avere utilizzato i fondi del Meccanismo Europeo di Stabilità, nonché di non avere considerato le sue proposte sull’uso del recovery fund. Italia Viva registra meno del 3% nei sondaggi elettorali, ma senza il suo contributo il governo avrebbe lottato per raggiungere la maggioranza al Senato”. Così Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di Ubs WM in Italia, riassume l’attuale crisi politica italiana, che ha portato nelle scorse ore lo spread Btp-Bund ad allargarsi fino a 120 punti base. Diseguito la sua analisi.

Crisi, tempi tutt’altro che ideali

Mentre le tensioni tra il premier Giuseppe Conte e Renzi sono aumentate nelle ultime settimane, i tempi di questa crisi politica sono alquanto sorprendenti visto il corso della seconda ondata della pandemia Covid-19 e le sue implicazioni economiche. Italia Viva appare comunque disposto a sostenere azioni governative urgenti.

Probabile rimpasto di governo

Il percorso per risolvere la crisi non è ancora chiaro. Conte potrebbe trovare appoggio da altri partiti affinché il suo governo continui, ma raggiungere la maggioranza in Senato potrebbe rivelarsi una strada in salita. Un altro scenario prevede la nomina un nuovo primo ministro che potrebbe raggiungere un ampio consenso. Entrambi questi scenari sarebbero relativamente favorevoli per i mercati. Le elezioni anticipate creerebbero molta più incertezza, ma sembrano molto meno probabili dal momento che più parti politiche suggeriscono di volerle evitare.

Ancora costruttivi sui titoli di Stato italiani

I titoli di Stato saranno probabilmente più volatili fino a quando emergerà un percorso chiaro per risolvere la crisi politica. Tuttavia, pensiamo che un’instabilità prolungata ed elezioni anticipate siano improbabili e quindi rimaniamo costruttivi sui titoli di Stato italiani, che continueranno a offrire un discreto potenziale di rendimento rispetto a quelli di altri paesi periferici dell’Eurozona e sono supportati dagli acquisti della Banca Centrale Europea.

Dieci anni di rendimenti di titoli di Stato a confronto (in percentuale)

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