L’Oracolo –Sec a luci rosse

A
A
A
di Giacomo Berdini 23 Aprile 2010 | 15:00
Da Wall Street giungono i risultati di un’inchiesta interna della Sec, che ha smascherato ben 31 funzionari impegnati anche 8 ore al giorno a vigilare…non i mercati ma i siti a luci rosse.

Adesso si capisce perché l’ultima inchiesta contro la Goldman è stata un buco nell’acqua. Una commissione di inchiesta del braccio investigativo della Sec, in poche parole la Consob statunitense, ha scoperto che i propri funzionari, anziché vigilare i mercati, passavano il tempo a scaricare video pornografici.

L’indagine è stata commissionata dal senatore repubblicano Chuck Grassley, e ha portato a galla oltre 30 casi di negligenza da parte di dipendenti e manager che, negli ultimi 2 anni e mezzo, hanno utilizzato le ore di lavoro per rifarsi gli occhi su video a luci rosse scaricati dal pc dell’ufficio.

L’ultimo caso risale ad appena un mese fa, e fra i dipendenti coinvolti figurano anche 17 alti funzionari, con stipendi tra i 100.000 e i 222.000 dollari all’anno. Uno di questi ha passato addirittura otto ore al giorno (quindi l’intera giornata lavorativa) scaricando  video pornografici sul computer, in quantità talmente massicce da esaurire la memoria sull’hard disk. Per ovviare il problema il legale della Sec ha pensato bene di cancellare i dati sui movimenti finanziari che avrebbe dovuto controllare: “sia mai che elimino uno dei miei preziosissimi porno”.
Tra i colpevoli figura anche una donna, che ha tentato di accedere a siti a luci rosse ben 1.800 volte nel gito di due settimane, e inoltre aveva 600 immagini a rischio sul suo hard drive.

Poi si fa tanto parlare degli impiegati pubblici italiani e dei fannulloni di Brunetta: la situazione negli States non è poi così diversa…

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Banche Usa, criptovalute: nuove regole all’orizzonte

Mercati: ecco perchè l’azionario Usa non è ancora a fine corsa

Mercati, fiducia dei consumatori Usa: una chiave di volta

NEWSLETTER
Iscriviti
X