L’impatto della presidenza Biden sui mercati emergenti

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Avatar di Stefano Fossati 27 Gennaio 2021 | 17:30

“La presidenza di Joe Biden è generalmente percepita come una notizia positiva per i mercati emergenti, sulla base del fatto che probabilmente darà slancio al tema della globalizzazione, che ha sofferto parecchio durante l’Amministrazione precedente. Ci aspettiamo che gli Stati Uniti torneranno a ricoprire il ruolo di leader globale e adotteranno un approccio più multilaterale agli affari mondiali. Ciò implicherebbe una ripresa degli scambi commerciali e una significativa riduzione dei rischi geopolitici”. Lo afferma Anthony Kettle, Senior Portfolio Manager di BlueBay Asset Management. Di seguito la sua visione.

A beneficiare maggiormente di questa situazione dovrebbe essere l’Asia, via via che i rischi commerciali si ridurranno e la crescita globale comincerà a riprendersi. Tuttavia, la Cina probabilmente godrà di minori benefici, a nostro avviso, dato che gli Usa stanno mantenendo un atteggiamento relativamente da falco in tal senso e che le multinazionali stanno tentando di diversificare le catene di approvvigionamento, spostandosi dalla Cina verso altri Paesi asiatici. Ci aspettiamo anche che vi sarà una maggiore attenzione nei confronti del rispetto dei diritti umani in Cina. A trarne vantaggio sarà probabilmente l’India, essendo una democrazia consolidata e un utile alleato per gli Stati Uniti nel contenimento delle ambizioni cinesi.

Guardando all’Europa centrale e orientale, la presidenza Biden potrebbe assumere un tono molto più da falco nei confronti della Russia, nel tentativo di chiedere conto a Putin di una serie di provocazioni – in gran parte senza risposta – mosse nel corso del mandato di Trump. Ciò implicherebbe una relazione molto più complicata tra Russia e Stati Uniti, soprattutto a causa del fatto che la presidenza Biden dovrebbe tentare di limitare l’influenza russa sull’Europa, e soprattutto su Bielorussia e Ucraina.

Riteniamo anche che vi sarà una maggiore pressione nei confronti della Turchia, alla luce della volontà bipartisan a Washington di imporre sanzioni. La Turchia resta in ogni caso molto importante dal punto di vista geopolitico e l’establishment democratico ne è consapevole: ciò significa che saranno le future azioni della Turchia a determinare in ultima istanza le relazioni con l’Amministrazione Biden.

Per quanto riguarda l’America Latina, il Messico dovrebbe beneficiare del miglioramento del contesto geopolitico, mentre il Brasile non godrà più dell’affinità personale tra Trump e Bolsonaro, anche se ci aspettiamo che le solide relazioni economiche e geopolitiche tra i due Paesi resteranno immutate. Un tema da monitorare sarà l’adozione del 5G e della tecnologia cinese: il Brasile sceglierà di allinearsi con Stati Uniti ed Europa in questo ambito?

Un’altra questione aperta riguarda le politiche nei confronti del Venezuela. Con la possibilità ormai molto realistica di avere uno stato fallito alle porte degli Stati Uniti, l’Amministrazione Biden potrebbe adottare un atteggiamento più pragmatico, cercando di raggiungere una sorta di compromesso politico per allentare le pressioni sul Paese.

Ci aspettiamo inoltre che l’Amministrazione Biden si concentrerà maggiormente su democrazia e diritti umani, e avrà quindi il difficile compito di bilanciare queste preoccupazioni con i suoi interessi economici e strategici in Paesi come Arabia Saudita, Turchia, Egitto e Russia, per citarne solo alcuni.

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